Esistono le vacanze, le gite culturali e poi i viaggi spirituali, che sono un modo per fare i conti con noi stessi, ritrovarci (o ri-conoscerci). Tra questi, ci sono 5 viaggi spirituali dall’altra parte del mondo che sembrano prestarsi meglio di altri a questo tipo di esperienza e attirano chi cerca risposte profonde. Così oggi ti portiamo in Giappone, Perù, India, Armenia e nella Spagna del Cammino di Santiago: cinque modi diversi di ritrovare se stessi partendo, paradossalmente, allontanandosi da ciò che si è.
Perché un viaggio può diventare un’esperienza spirituale
Nessun luogo ti cambia da solo. Ciò che trasforma un semplice spostamento in un viaggio spirituale è di solito la combinazione di tre cose:
- un contesto che ti toglie le abitudini quotidiane,
- un ritmo diverso da quello a cui sei abituato,
- il tempo per stare con i tuoi pensieri.
Il Tibet non è l’unico viaggio spirituale che si possa fare: anche il Giappone, Varanasi o Santiago di Compostela sono diventati sinonimo di ricerca interiore proprio perché possiedono ciascuno di questi ingredienti. E non sarebbe più facile mantenere la concentrazione su un livello più alto, se non dovessi preoccuparti di orari, trasferimenti e prenotazioni? Affidarti a un tour organizzato ti libera da quel peso e ti predispone a cogliere le cose che sono più importanti per te, la parte del viaggio che non puoi programmare – perché le emozioni colgono di sorpresa – ma per cui puoi preparare il terreno.

Giappone: il ryokan, i templi e i santuari di Kyoto
Un viaggio spirituale in Giappone probabilmente non comincia all’arrivo nella capitale, ma può partire dalla quiete di un ryokan, o a Kyoto, dove il Paese mostra il suo lato più raccolto: oltre duemila tra templi e santuari, giardini di ghiaia rastrellata e padiglioni di legno che appaiono come immutati dall’epoca dei samurai. Gli itinerari Boscolo attraversano anche Nikko, incorniciata dai boschi, Nara e la campagna intorno a Takayama e Shirakawa-go, prima di riportarti nella frenesia luminosa di Tokyo. È il contrasto tra le due anime del Giappone, quella contemplativa e quella iper-moderna, a rendere questo viaggio un esercizio di equilibrio spirituale e a stimolare riflessioni inaspettate.

Perù: la Valle Sacra e Machu Picchu, cuore dell’antico mondo inca
Un viaggio per ritrovare se stessi trova la sua destinazione ideale in Perù. Questa nazione lavora su di te con l’altitudine e con il silenzio delle Ande, dopotutto l’attrazione clou di un tour in Perù è la Valle Sacra degli Inca, che accompagna fino a Machu Picchu, la città di pietra sospesa tra le vette e una delle Sette Meraviglie del Mondo. Prima di arrivarci si passa da Cuzco, che in lingua quechua significa «ombelico», e dal Lago Titicaca, considerato sacro dalle culture andine e avvolto da antiche leggende. Chi vuole mettere alla prova anche il corpo può scegliere la versione con trekking tra le Ande. In entrambi i casi ti resterà addosso la stessa sensazione: quassù cambia la prospettiva e i problemi che ti hanno seguito fin qui sembrano più piccoli.

India: dal Gange a Varanasi, il fiume sacro
In India il viaggio spirituale ha coordinate precise, quelle che portano a Varanasi, la città santa affacciata sul Gange. All’alba, sulle scalinate che scendono verso l’acqua, i pellegrini si immergono nel fiume sacro mentre le preghiere salgono sopra la corrente. È un rito quotidiano che va avanti da millenni, e assistervi è un’esperienza incredibile per gli occidentali. Gli itinerari Boscolo arrivano a Varanasi dopo aver attraversato l’India dei contrasti, da Delhi ai palazzi del Rajasthan, fino al Taj Mahal di Agra. Ma è qui, sulle rive del Gange, che il viaggio smette di essere un insieme di visite e diventa qualcosa di più intenso.

Armenia: monasteri, siti Patrimonio dell’Umanità e vista sull’Ararat
L’Armenia è una delle culle più antiche del Cristianesimo, e si vede. Il suo paesaggio è punteggiato di monasteri millenari, nascosti tra i boschi o arroccati sulla roccia. Il viaggio spirituale in questa terra passa dai monasteri di Geghard e Noravank, dalla cattedrale di Echmiadzin, la più antica del mondo e circondata da siti Patrimonio dell’Umanità, fino al monastero di Khor Virap. È da lassù che si gode la vista più bella sul Monte Ararat, la montagna sacra agli armeni, spesso imbiancata in cima. Nel mezzo si trovano il lago Sevan e i boschi di Dilijan, la «piccola Svizzera» del Caucaso. Un Paese silenzioso, ancora poco battuto, perfetto per chi cerca raccoglimento.

Cammino di Santiago: le città simbolo del pellegrinaggio, da Santiago a Burgos
Non serve percorrere a piedi ottocento chilometri per sentire l’energia del Cammino di Santiago. L’itinerario Boscolo lo affronta con un taglio culturale, toccando le città simbolo del pellegrinaggio nel nord della Spagna: da Bilbao a Oviedo, fino a Santiago de Compostela e alla sua cattedrale, terza città santa del Cristianesimo dopo Gerusalemme e Roma. Si prosegue poi verso León, con il suo gotico luminoso, e Burgos, prima di chiudere a Madrid. È un modo diverso di avvicinare uno dei percorsi più celebri al mondo: meno fatica fisica, ma la stessa suggestione di un itinerario che da secoli i pellegrini percorrono per ritrovare loro stessi.

Come scegliere il viaggio spirituale giusto per te
Il viaggio spirituale giusto per te dipende da cosa cerchi e da quanto sei disposto a metterti in gioco. Se vuoi contemplazione e rigore, il Giappone e l’Armenia ti daranno silenzio e paesaggi raccolti. Se invece cerchi intensità, l’India di Varanasi e il Perù delle Ande ti mettono di fronte a qualcosa di più viscerale. Il Cammino di Santiago è la scelta di chi vuole un filo conduttore, un percorso con una meta. E se ti stai chiedendo dove andare per ritrovare te stesso senza spingerti troppo lontano, ricorda che l’esperienza conta più della distanza: a volte bastano pochi giorni e un contesto diverso per trovare qualche illuminazione. Se cerchi dove andare per ritrovare se stessi in Italia, potresti scoprire che quel luogo è proprio dietro casa tua: la cosa importante, infatti, non è volare dall’altra parte del mondo ma partire con l’intenzione di lasciarsi travolgere dall’esperienza e accoglierla con spirito costruttivo.

Un viaggio di gruppo per ritrovarsi (senza sentirsi soli)
C’è un pregiudizio duro a morire, quello per cui, per ritrovarsi, bisognerebbe per forza partire da soli. In realtà un viaggio di gruppo ti toglie il peso dell’organizzazione e ti lascia libero di guardarti dentro, mentre qualcun altro pensa a trasferimenti, orari e imprevisti, e i tuoi compagni di viaggio provano le tue stesse emozioni. Condividere un’alba a Machu Picchu o il silenzio di un monastero armeno con altre persone, non annulla il raccoglimento, lo rende semplicemente meno solitario. Alla fine ti accorgerai che ritrovare se stessi e stare con gli altri non sono concetti in contraddizione, e che i viaggi spirituali più belli sono spesso quelli che finisci per condividere.
