Migrazione degli gnu, fiume Mara
Idee di viaggio

Quando andare in Tanzania: safari e Grande Migrazione

Idee di viaggio

Gli gnu non consultano certo il calendario, eppure si muovono con una puntualità piuttosto precisa: capire quando andare in Tanzania significa capire dove si trovano loro, su quale pianura stia piovendo e quale parco stia offrendo, proprio in quel momento, uno degli spettacoli naturali più selvaggi. Il periodo migliore per un viaggio in Tanzania è una finestra flessibile, che si allarga o restringe in funzione della stagione secca, della pioggia e del ritmo delle mandrie. Ecco i nostri consigli per scegliere quando partire per questo Paese.

Boscolo propone tour di gruppo in Tanzania: scopri il tour Tanzania Safari, il richiamo dell’Africa con guida in italiano, alloggi selezionati ed escursioni nella natura.

Qual è il periodo migliore per un viaggio in Tanzania

Il periodo migliore per andare in Tanzania va tendenzialmente da giugno a ottobre, quando il clima è secco ed è più facile avvistare gli animali. I mesi di luglio e agosto sono il culmine della stagione secca, ma a settembre il clima è ancora asciutto e la savana piena di vita. Per capire quando andare in Tanzania, segui la logica dell’acqua: quando smette di piovere l’erba si abbassa, le pozze si riducono e la fauna si concentra attorno alle poche fonti rimaste. Se ci rifletti, questo significa che è più facile avvistare gli animali perché c’è meno vegetazione a nasconderli, ma anche perché gli animali si radunano in pochi punti ben precisi anziché disperdersi su una superficie enorme.

Nei mesi umidi, invece, ossia da metà dicembre a metà aprile, i cicloni non sono frequenti ma possono presentarsi, e le piogge cambiano la percorribilità delle piste all’interno dei parchi. Non è un periodo da escludere in assoluto, perché coincide con uno dei momenti biologicamente più intensi dell’anno nel Serengeti, ma è meglio che tu sia consapevole su cosa aspettarti. Se il tuo obiettivo principale in Africa è fare il safari in Tanzania con la massima probabilità di avvistamenti, ti consigliamo di partire durante la stagione secca, ancora meglio se con una guida che sappia dove trovare gli animali.

Zebre nel Cratere di Ngorongoro

Come cambia il clima della Tanzania tra interno e costa

Il clima della Tanzania è tropicale e subtropicale, ma cambia parecchio a seconda dell’altitudine. Sull’altopiano non fa troppo caldo, ecco perché i grandi parchi del nord si visitano quasi tutto l’anno risultando confortevoli anche nei mesi centrali. Sulle coste, invece, il caldo con l’umidità crea un mix più denso e faticoso, più stancante nelle ore centrali della giornata. Due Tanzanie, in pratica, che convivono a poche centinaia di chilometri di distanza.

È importante fare questa distinzione se stai progettando un viaggio in Tanzania dedicato ai safari, perché il tuo itinerario si svilupperà interamente nell’entroterra: Arusha, il Parco Nazionale Tarangire, il Parco Nazionale Serengeti e l’Area di Conservazione di Ngorongoro. Qui il nemico non è tanto il caldo quanto l’escursione termica. Le giornate, infatti, sono calde e luminose, ma le albe e i tramonti possono essere freschi, soprattutto nei campi tendati e durante le uscite in 4×4 delle prime ore del mattino. La stagione secca – la migliore per visitare la Tanzania – generalmente va da giugno ad agosto, e in quei mesi il cielo terso amplifica sia la luce del giorno sia il freddo delle notti.

Parco Nazionale Tarangire

Quando andare per il safari nel Serengeti

Serengeti in lingua masai significa pianura senza fine, e questo già ti dice cosa aspettarti da un safari nel Serengeti: distese sterminate, orizzonti infiniti, animali che compaiono a chilometri di distanza come punti scuri sull’erba dorata. È probabilmente il parco nazionale più celebrato al mondo, non solo per la ricchezza faunistica ma anche per “la scala del paesaggio”.

Nel nostro itinerario il Serengeti occupa il centro del viaggio, con più giornate consecutive dedicate all’esplorazione in 4×4 tra la zona centrale e quella settentrionale del parco. Si dorme in campi tendati fissi e ci si immerge totalmente nella natura: l’alba sorgerà direttamente sulla tua pelle, con i primi raggi che illuminano elefanti in movimento lento, zebre e gnu in cammino, giraffe stagliate contro l’orizzonte. Durante le giornate di safari incontrerai ghepardi, leopardi, mandrie di zebre e gnu, gazzelle e antilopi. L’ultima esplorazione prima di lasciare il parco è dedicata alle rocce delle Kopjes, gli affioramenti granitici che i grandi predatori usano come rifugio e punto di osservazione: leoni e leopardi si riposano lì sopra, oppure si preparano alla caccia. Ogni sera un piccolo ripasso naturalistico ricostruirà quello che avrai visto durante la giornata (e attenzione: tutto questo potrebbe animare i tuoi sogni notturni).

Parco Nazionale Serengeti

Quando vedere la Grande Migrazione degli gnu

La Grande Migrazione degli gnu è il motivo per cui molti viaggiatori fissano le date del proprio viaggio con largo anticipo. Si tratta di un percorso circolare che va dagli 800 ai 1.610 chilometri ogni anno, compiuto da un gruppo nomade in movimento costante alla ricerca di erba e acqua. Benché non si tratti di un evento che accade in un giorno preciso, è un ciclo continuo, regolato dalle stagioni, che cambia posizione sulla mappa mese dopo mese ed è in parte prevedibile, se si osservano con attenzione le abitudini degli gnu.

Funziona così: alla fine della stagione secca, quando le terre di pascolo sono ormai esaurite, gli gnu fanno ritorno alle pianure del Serengeti in coincidenza con l’arrivo delle piogge. Il momento più spettacolare e più duro è la traversata estiva del fiume Mara, dove le mandrie attraversano l’acqua mentre i predatori attendono sulle rive: l’avanzamento è incessante, molti animali si feriscono, i vitelli si perdono, e la scena è dolorosa, meravigliosa e stupefacente insieme, di certo indimenticabile. Il nostro itinerario prevede una giornata intera dedicata proprio alla zona del fiume Mara e con un pizzico di fortuna anche tu vivrai l’esperienza di osservare questo evento.

Ma non finisce qui, perché tra dicembre e marzo si svolge nel Serengeti la stagione dei parti, il momento in cui migliaia di piccoli vengono alla luce nell’arco di poche settimane. È un periodo particolarmente suggestivo, con una concentrazione di predatori altissima proprio per la vulnerabilità della situazione.
Ma quindi quando partire? Quando vedere la migrazione degli gnu o in concomitanza della stagione dei parti? In entrambi i casi tornerai diverso da come sei partito.

Serengeti

I parchi nazionali da non perdere

Tra i parchi nazionali della Tanzania da non perdere è doveroso citare il Parco Nazionale Tarangire, ovvero la terra degli elefanti, un ambiente collinare costellato da baobab e palme dom che stagionalmente ospita la più alta densità di elefanti al mondo. Qui lo sguardo si posa su pianure dorate e fronde tra le quali avvistare rapaci imponenti come l’aquila marziale o il gufo reale di Verreaux. Il safari pomeridiano prosegue fino al tramonto, quando il cielo si tinge d’ambra e il richiamo della natura è ancora più potente.

Immancabile anche una visita all’Area di Conservazione di Ngorongoro: il cratere ospita la più famosa caldera vulcanica al mondo, profonda 610 metri e con un diametro di venti chilometri, un ecosistema chiuso che è stato ribattezzato «l’Arca di Noè dell’Africa». La sua struttura naturale crea ambienti molto diversi in un’area relativamente contenuta, ecco perché qui è possibile osservare la vita sociale di tante specie differenti come leoni, iene e, con un po’ di fortuna, rinoceronti neri. Ngorongoro custodisce una delle ultime popolazioni vitali di questa specie, l’ultimo santuario nel libero da recinzioni.

Area di Conservazione di Ngorongoro

Cosa mettere in valigia per un safari in Tanzania

Ecco come dovrebbe essere il tuo abbigliamento per un safari in Tanzania: leggero, traspirante, dai colori neutri. Durante le uscite in 4×4 prediligi toni spenti e porta sempre con te una giacca leggera per le ore più fresche del mattino e della sera, che nei campi tendati si fanno sentire.
Ti serviranno scarpe comode, cappello, occhiali da sole e protezione solare, perché la luce della savana picchia forte e per molte ore consecutive. Le giornate prevedono box-lunch durante le escursioni, quindi conviene avere sempre a portata di mano acqua e qualcosa di pratico.

Lato documenti, per l’ingresso in Tanzania servono soltanto il passaporto con validità residua non inferiore ai sei mesi e il visto, necessario anche per i soggiorni turistici e ottenibile online. Non ci sono vaccinazioni obbligatorie per chi proviene dall’Italia, mentre sono consigliate la profilassi antimalarica e le vaccinazioni per l’epatite A e B. Parti con un po’ di contanti in valuta locale (ricorda che puoi anche cambiare in aeroporto), lo scellino tanzaniano, perché le carte di credito non sono accettate ovunque. Un’altra informazione importante è che il fuso orario è di due ore avanti rispetto all’Italia, una sola ora quando da noi è in vigore l’ora legale.

Arusha

Un tour di gruppo Boscolo in Tanzania

Se cerchi un itinerario completo, per te abbiamo progettato Tanzania Safari, il richiamo dell’Africa, un itinerario attorno ai grandi parchi del nord in collaborazione con WWF Travel che garantisce la presenza di un esperto biologo per gran parte del percorso e una piccola lezione naturalistica ogni sera dedicata agli incontri della giornata. La formula small group, con un minimo di sei e un massimo di dodici partecipanti, è ideale per muoversi con agilità dentro i parchi. I trasferimenti in loco saranno in 4×4 o auto privata – i safari in 4×4 – e le sistemazioni sono state scelte per restare vicine alla fauna, quindi differiscono dalle strutture solitamente previste nei nostri tour, pur mantenendo il comfort necessario. 

Ti abbiamo convinto? Controlla le date di partenza, incrocia la stagione secca con il ciclo delle mandrie e avrai la risposta su quando andare in Tanzania.

Viaggi che potrebbero interessarti
Tanzania Safari, il richiamo dell'Africa

11 giorni da 6,590.00 € a persona

Tanzania Safari, il richiamo dell'Africa

Le Tappe: Arusha, Parco Nazionale Tarangire, Parco Nazionale Serengeti, Area di Conservazione di Ngorongoro.

11 giorni per un viaggio naturalistico alla scoperta dei maestosi animali della Tanzania, visitando Arusha, il Parco Nazionale Tarangire, il Parco Nazionale Serengeti e l’Area di Conservazione Ngorongoro.

Vedi itinerario