Sei interessato alla destinazione?

Indietro

Piatti tipici siciliani: 10 specialità siciliane da non perdere

Mare, vulcani, isole, storie di conquiste e dominazioni, la cucina siciliana nasce da tutto questo ed è una festa per il palato e un viaggio nel tempo tutto da gustare.

La Sicilia attrae ogni anno milioni di turisti per le sue meraviglie artistiche e architettoniche, le sue spiagge di sabbia bianca e il mare cristallino, le piccole e grandi isole che la circondano come satelliti e l’ospitalità tipica dei suoi abitanti che lascia sempre senza parole: inarrivabile. Ma tutti coloro che la visitano sanno che uno dei piaceri più persistenti donati dalla Sicilia è il gusto delle innumerevoli specialità siciliane la cui fama ha ampiamente superato i confini italiani. La cucina siciliana è nata da un mix di culture che l’hanno attraversata nel tempo: ogni dominazione ha lasciato qualcosa di sé non solo nel popolo siciliano, ma anche nelle architetture, nell’arte e nel gusto culinario. Da questa terra sono passati Greci, Romani, Vandali e Ostrogoti, Bizantini, Arabi, Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi, e via via fino ai Borboni. I cibi siciliani sono stati influenzati da tutte questi popoli e lo si scorge ancora in molti piatti tipici siciliani: come fare per assaggiarli tutti? Una possibilità è assaporare l’autenticità dei piatti direttamente sul posto attraverso uno dei viaggi in Sicilia proposti da Boscolo. Intanto possiamo sognare e recuperare le ricette di questi piatti siciliani.

Arancini

Arancini o arancine? La Sicilia si divide in due


A Palermo si dice Arancina (rotonda), a Catania, invece, Arancino e tendenzialmente è a punta in ricordo dell’Etna che sorge vicino alla città: è uno degli snack più amati ed esportati dalla Sicilia, ma sembra che il merito della sua creazione sia degli Arabi che usavano fare delle piccole palle di riso allo zafferano sul palmo della mano per condirle poi con la carne di agnello. Solo con Federico II di Svevia è stata introdotta, così sembra, la panatura croccante per poter rendere questo cibo siciliano facilmente trasportabile: e ha fatto bene dato che è diventato uno dei must dello street food siciliano, e non solo! Il ripieno in genere è fatto con carne trita oppure realizzato con besciamella, prosciutto, piselli o funghi.

Panelle

Il meglio dello street food siciliano


Se qualcuno chiedesse cosa mangiare in Sicilia, la risposta immediata sarebbe quella di portarlo nei vicoli di Palermo ad ascoltare la tradizionale “abbanniata”, il canto che gli ambulanti lanciano tra le bancarelle per attirare potenziali clienti. In Italia non c’è regione che sia così ricca di proposte da consumare “on the road”, e tra le città Palermo è la regina dello street food. Qui si possono assaggiare i panini con le “panelle”, le frittelle di farina di ceci che si possono accompagnare con le crocchette di patate condite con pepe, prezzemolo e limone conosciute anche come i “cazzilli”; la ricotta infornata, i babbaluci della festa di Santa Rosalia (ossia le lumachine, una delle specialità siciliane), lo sfincione, una focaccia lievitata e “spugnosa” condita con pomodoro in salsa, origano, alici cipolle e caciocavallo. Oppure ci si può addentrare nel mercato della Vucciria dedicato solo alla carne e derivati e provare la sensazione verace di dare un morso al “Pani câ meusa” ossia il panino con la milza di vitello. Le interiora come milza, trachea e polmone vengono bollite e poi tagliate e fritte nello strutto, e, infine, inserite in un panino al sesamo. Si può aggiungere anche il caciocavallo o la ricotta per renderlo ancora più impegnativo: a Palermo con questa farcitura si dice “maritatu”, ciascuno può immaginare il perché. A Catania, invece, si può trovare la cipollina catanese, una sfoglia con un ripieno di cipolle, prosciutto, salsa al pomodoro e mozzarella, mentre a Messina è famoso il pidone, una sorta di calzone fritto e ripieno di scarola, acciughe sotto sale e pepe e tuma, uno dei prodotti tipici siciliani, un formaggio fresco derivato dal latte ovino.

Cous cous

Cous Cous trapanese, una contaminazione di sapori


Il cous cous è tra i piatti tipici della Sicilia occidentale, in particolar modo della zona del trapanese. È uno degli incontri più riusciti tra Africa ed Europa: risale agli Arabi e si è diffuso proprio tra San Vito Lo Capo e Mazara del Vallo poiché nell’Ottocento i lavoratori di quelle zone iniziarono a intrattenere rapporti stretti con la Tunisia, continuando la lunga tradizione di contaminazione di questa terra. La semola viene miscelata nella mafaradda, un recipiente basso dove si versa l’acqua per far incocciare i grani del cous cous. Il condimento è a base di pesce col quale si fa anche il brodo per la cottura a vapore che viene incorporato nella semola una volta filtrato: tra il pesce più usato lo scorfano, il dentice, la gallinella e il pesce San Pietro, prodotti tipici siciliani.

Prenota Presto Img Module - Polldaddy

Il primo mare-e-monti è siciliano


Tra i piatti tipici siciliani ce n’è uno che nasce dall’intuizione di un generale e cuoco arabo che, trovatosi senza molti viveri durante una campagna militare creò la prima pasta mare e monti d’Italia mixando alla pasta con le sarde fresche, i pinoli, il finocchietto selvatico, lo zafferano, le cipolle, le acciughe salate e il pangrattato tostato che in Sicilia si dice muddica atturrata. Di questa ricetta ci sono tante varianti come a Trappeto che è in bianco, o a Messina che è senza zafferano.

Busiati

Busiati con l’Agghia Pistata o Pasta ‘ncasciata?


Tra i cibi siciliani da assaggiare assolutamente ci sono i "busiati", una sorta di maccheroncini lunghi a metà strada tra i bucatini e i fusilli, che vanno cucinati con il condimento tipico di Trapani, un pesto composto da mandorle, basilico, pomodori e aglio. Ma se si vuole celebrare il commissario Montalbano e spostarsi nel messinese, non si può che afferrare una forchettata della pasta ‘ncasciata, una pasta al forno fatta con maccheroni, salsa di pomodoro, caciocavallo, carne trita e melanzane messa a gratinare dentro al forno con un po’ di Parmigiano Reggiano. Dalla Sicilia orientale non si può partire senza aver assaggiato la pasta alla Norma, fatta con le melanzane, portate in Sicilia dagli Arabi e divenute nel tempo uno dei prodotti tipici siciliani permettendo la realizzazione di piatti siciliani come la caponata e la parmigiana di melanzane. La pasta alla Norma è fatta con pomodoro fresco, melanzane fritte, ricotta salata e basilico ed è legata soprattutto alla città di Catania.

Sarde a beccafico

Stoccafisso alla messinese o sarde a beccafico? Il pesce alla sicula


Arriva dalle acque fredde del nord Europa, essiccato e salato per conservarlo e penetra in terra siciliana grazie ai Normanni: lo stocco alla messinese o alla ghiotta è pesce che ha bisogno di una lenta cura, prima ammollandolo e poi cucinandolo con cipolla, sedano, olive, patate, pomodoro, pinoli, uva passa, e capperi. Più asciutte ma altrettanto gustose le sarde a beccafico, il cui nome risale agli uccellini (beccafico) riservati ai nobili: le sarde vengono pulite ed eviscerate e poi farcite con un mix di aglio, pangrattato, zucchero, uva sultanina, acciughe, pinoli e prezzemolo prima di essere messe in forno.

Cassata e cannoli

Cassata Siciliana, Cassatelle o Cannolo? Tutto nel nome della ricotta


La ricotta è un cibo siciliano col quale i locali si sono sbizzarriti per realizzare i dolci tipici siciliani, freschi, delicati e gustosi per i quali è difficile scegliere. La Cassata è uno dei dolci più famosi e barocchi, realizzato con pan di Spagna, cioccolato, ricotta, frutta candita e marzapane, ma pochi sanno che furono gli Arabi a renderlo quello che è ora unendo alla pasta frolla e alla farcitura di ricotta iniziali anche la canna da zucchero, gli agrumi e le mandorle, conferendole quel sapore unico e leggero che conosciamo. Se questo dolce è tipico di Palermo, a Catania, invece, troviamo la versione “finger food” realizzata per la patrona della città: le cassatelle di Sant’Agata, in dialetto “minnuzze ri Sant’Àjita”, richiamano il petto della santa che subì il martirio nel 251 d. C. e sono ricoperti di glassa. Ma su tutti non c’è il cannolo siciliano con la croccantezza della sua cialda e un cuore morbido di ricotta di pecora, pezzi di cioccolato e scorzette di frutta?

Sfoglio di Polizzi

Sfoglio di Polizzi Generosa: un dolce a base di tuma


Un altro dolce a base di formaggio, ma questa volta non è ricotta, è lo Sfoglio di Polizzi Generosa, altrimenti detto “sfùagghiu”: è una torta di pasta frolla ripiena di tuma, il formaggio fresco di pecora, cioccolato e cannella, ideata dalle suore del convento di Santa Margherita per festeggiare il patrono.

Pasta di Mandorla

Pasta di Mandorla, un dolce che si scioglie in bocca


Anche qui c’è lo zampino degli arabi che sembra abbiano creato la pasta di mandorle nel VI secolo unendo allo zucchero di canna e alle spezie anche la frutta secca: in Sicilia, terra ricca di mandorli, non potevano che essere le mandorle tritate a essere tra le protagoniste dei dolci tipici siciliani soprattutto nella Sicilia occidentale. E così sono diventate la base anche della “pasta reale” o “frutta martorana”, la frutta “finta” che risale alle monache del monastero della Martorana che volendo abbellire il monastero per l’arrivo del Papa, pensarono di farlo con frutti fatti di zucchero e mandorle. Un successone.

Granita e brioche

Granita con brioche e senza…


Lo sanno tutti che in Sicilia a colazione è consuetudine evitare il “francesissimo” croissant con cappuccino e preferire invece un cibo siciliano tradizionale, introdotto, ovviamente, dagli Arabi: la granita con la “brioscia col tuppo”, una brioche tonda con un una pallina di pasta sulla sommità che ricorda uno chignon basso, che in dialetto si dice, appunto, tuppo. Spesso si abbina anche al gelato ma a colazione la granitina al gusto di mandorla o limone, è un vero must. Se si preferisce un aroma più colorato, il consiglio è di scegliere la granita di gelsi neri, magari a chiusura di una cena a base di prodotti tipici siciliani.

Title
Subtitle