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Cosa vedere a Catania: 13 luoghi imperdibili da visitare

Catania è un gioiello siciliano che permette di respirare l’autenticità della vita a contatto col mare e con la natura. Qui, i capricci dell’Etna hanno segnato la storia della città, che ha saputo ricostruirsi e tornare a splendere, ogni volta più bella e tutta da scoprire.

Come la fenice che rinasce dalle proprie ceneri, anche Catania ha saputo risorgere da ben nove eventi che, nel corso della sua storia, l’hanno distrutta: l’ultimo il famoso terremoto del 1693. La ricostruzione, avvenuta in seguito, ha modellato la città così come la conosciamo oggi, ma quando ci si chiede cosa vedere a Catania è importante dire che non c’è solo l’architettura barocca da scoprire in questa città. Catania, infatti, è ricca di vita, di angoli pittoreschi e di meraviglie naturali, una fra tutte l’Etna, a cui va assolutamente dedicata una gita di un’intera giornata, per ammirare da vicino la potenza, introvabile altrove, di questo vulcano attivo. Da Catania, poi, si può partire alla scoperta di diversi luoghi di interesse, come Siracusa o Taormina. Per chi volesse scoprire questi e altri luoghi belli e affascinanti dell’isola è stato pensato un tour chiamato Gran Tour della Sicilia, perché questa terra ha così tanto da offrire che limitarsi a visitarne una sola città è sicuramente riduttivo. Per tornare però alla Sicilia orientale, ecco una lista dei luoghi più belli e particolari e delle cose da vedere a Catania.

Catania

Piazza del Duomo: un luogo da esplorare


Quando ci si chiede cosa fare a Catania, bisognerebbe mettere in cima alla lista una sosta in piazza del Duomo. Un cuore barocco che ha molto da raccontare: fasti artistici, tradizioni, leggende. Vi si affaccia il municipio, noto come Palazzo Senatorio o Palazzo degli Elefanti, per via dei molti elefanti scolpiti che ne adornano la facciata. Dal balcone centrale, opera del Vaccarini, si affacciano le personalità politiche catanesi nel giorno di sant’Agata, santa cui la città è molto devota, mentre nel cortile centrale vengono esposte le Carrozze del Senato, famose perché sfilano attraverso la città il 3 febbraio, quando si tiene la processione dell’offerta della cera alla santa. Una visita alla piazza non può escludere la fontana dell’Amenano, dove si può vedere la statua di un giovane, rappresentazione del fiume, che tiene una cornucopia da cui sgorga l’acqua. Questa, cadendo nelle vasche antistanti, assume l’aspetto di un gentile muro d’acqua, un lenzuolo, cosa che ha dato origine al detto acqua a linzolu, usato dai catanesi appunto per indicare la fontana stessa. Da qui, l’acqua cade nel fiume, che scorre due metri sotto la piazza, interrato.

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L’elefante di piazza del Duomo


Tra le leggende che invece connotano piazza del Duomo, dandole la fama di essere un luogo centrale nella storia della città, vanno citate quelle legate a O Liotru, l’elefantino eletto a simbolo di Catania. Secondo la tradizione, c’è della magia in esso: proteggerebbe infatti dalle eruzioni dell’Etna e sarebbe il ricordo di una religione oggi dimenticata. Anche il suo nome racchiuderebbe un richiamo a un passato magico, perché sarebbe la storpiatura di Eliodoro, nome di un nobile negromante, uso spostarsi verso Costantinopoli a dorso di elefante. È quindi d’obbligo, già che ci si trova in piazza del Duomo, venire a guardare da vicino questo elefante, respirandone l’aura di mistero e magia. Attorno a questo asse impregnato di esoterismo fanno bella mostra di sé diversi edifici, ma uno su tutti impone una visita accurata: si tratta della cattedrale di Sant’Agata, il duomo che dà appunto nome alla piazza. Una chiesa a Catania da vedere assolutamente, prevedendo di ammirarla sia da fuori che all’interno.

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Il Duomo e la sua magnificenza


L’edificio che oggi si staglia, magnifico, contro l’azzurro cielo siciliano è frutto di diverse ricostruzioni, avvenute in seguito al manifestarsi della furia dell’Etna, sia sotto forma di terremoto che di eruzione. Della costruzione avvenuta intorno all’anno Mille rimane solo l’abside, mentre ciò che noi oggi ammiriamo risale quasi totalmente ai lavori avvenuti dal 1734 al 1761, a opera di Vaccarini e Palazzotto. Il primo si sarebbe occupato degli esterni, realizzati in marmo di Carrara, il secondo degli interni. Il Duomo merita di essere ammirato dalla piazza, dove si gode della sua magnificenza, ma non gli si può negare una visita più accurata degli interni, perché l’impianto a croce latina sviluppato in tre navate è un mirabile esempio di barocco siciliano. I devoti potranno rendere omaggio alle reliquie di sant’Agata, custodite nella cappella a lei dedicata. Come detto, a Catania si avverte ancora oggi la forte devozione degli abitanti e non solo, tanto che la grande festa che la città le dedica dal 3 al 5 febbraio è ritenuta una delle più grandi celebrazioni del mondo.

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La Pescheria, una tappa obbligata


Catania è una città legata al suo passato e alle sue tradizioni, toccabili con mano sia nel corso delle celebrazioni religiose sia nella vita quotidiana, anche quando si parla di commercio. Ecco perché, quando si decide cosa fare a Catania, bisogna includere un giro per i suoi mercati. Una sosta obbligata è il mercato del pesce, poco distante da piazza del Duomo. Non soltanto i buongustai apprezzeranno questo angolo di Catania, perché che si ami il pesce o meno, questo mercato è un luogo da visitare quanto un’esperienza da vivere. Non è un posto glamour o costruito ad hoc, con un retrogusto di finzione, non strizza l’occhio al turista, ma lo catapulta in quella che è la vita di chi vive a stretto contatto con il mare. Alla Pescheria, così è anche noto il mercato del pesce di Catania, le voci dei commercianti si sovrappongono creando un caos ricco di vita e il pescato è esposto e spesso pulito e sezionato al momento, per un vero… tuffo nel mondo della pesca.

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Piazza dell’Università, tra storia e cultura


Un altro dei luoghi più apprezzati di Catania è piazza dell’Università, un posto scenografico, dove emerge l’eleganza signorile della città. Decidere cosa visitare a Catania non è semplice, ma questa piazza merita sicuramente una tappa, anche solo per ammirare i quattro famosi lampioni, posti ai quattro angoli della piazza, raffiguranti quattro scene iconiche della storia catanese: a nord-est si trova il rimando agli eroici fratelli Anfinomo e Anapia, protagonisti di un mito greco; a sud-est si può ammirare Colapesce, protagonista di una leggenda isolana che vuole che questo esperto nuotatore sia nato proprio qui in città, a nord-ovest è raffigurato Paladino Uzeta, il cui mito è fra i più giovani, dato che è stato inventato agli inizi del Novecento e, infine, a sud-ovest si può ammirare la scena del sacrificio di Gammazita. Anche la pavimentazione della piazza merita una citazione: è infatti realizzata in pietra lavica e al centro spicca lo stemma cittadino. Su piazza dell’Università affacciano diversi splendidi palazzi, che grazie alla ristrutturazione avvenuta in conseguenza del terremoto del 1693, hanno oggi una sontuosa aria barocca. A dare il nome alla piazza ci pensa il Palazzo dell’Università, sede appunto della prima università dell’isola, ma meritano una visita anche il Palazzo nobiliare Gioeni d’Angiò e il Palazzo di San Giuliano.

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Teatro Massimo, ode a Bellini


Non poteva esserci monumento più idoneo a celebrare il compositore catanese Vincenzo Bellini di un teatro. Quello che la città gli ha intitolato non ha solo il soffitto affrescato con dipinti che rendono omaggio alle sue opere più famose, quali la Norma o I puritani, ma c’è persino una statua in bronzo che ritrae il compositore. Un altro elemento spettacolare è il sipario, che sui suoi centoquaranta metri quadri ospita la rappresentazione di un episodio leggendario, intitolato “Il Trionfo dei Catanesi sui Libici”, fatto risalente al 2400 a.C. Inaugurato nel 1890, il Teatro Massimo Bellini è oggi visitabile con un tour guidato che porta i visitatori in platea, sui palchi, compreso quello reale e nel foyer. La stagione qui ospitata è oggi ricca e apprezzata, dopo un passato in cui la fama del teatro faticò a decollare, basti dire che il Bellini ospita oggi un’orchestra con 105 elementi e un coro che ne conta invece 84.

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A Villa Bellini in cerca di relax


Per trovare un momento di pace e ombra nel caldo della città siciliana si può programmare una visita a Villa Bellini e ai suoi splendidi giardini, che ricoprono una superficie di oltre sessanta mila metri quadri, ospitando oltre cento specie botaniche. Tra alberi ad alto fusto, fontane e panchine, non c’è che l’imbarazzo della scelta per concedersi un attimo di relax, sia di giorno che di sera: i giardini sono infatti aperti fino alle 22:00. Per chi è in vacanza con i figli, tra le cose da vedere a Catania con i bambini c’è lo splendido parco giochi che regala una sosta di divertimento per i più piccoli e di riposo per i genitori. La Villa risale al Settecento ed è visitabile solo in alcune occasioni, ma basta una sosta nel parco per avere la sensazione di aver scoperto un altro angolo a Catania da vedere assolutamente, dato che il monumentale ingresso di via Etnea riesce a stupire con l’imponente scalinata e l’imperdibile orologio botanico.

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La via delle chiese di Catania


Per chi fosse appassionato di architettura religiosa, via Crociferi è una meta imperdibile. Conosciuta, infatti, anche come “via delle chiese”, ospita lungo tutta la sua lunghezza quattro edifici religiosi, visitabili quasi tutti solo al mattino. C’è la chiesa di San Francesco, nota per i grandi candelabri, quella dedicata a San Benetto che dice la leggenda sia stata costruita in una notte; ci sono poi la chiesa di San Giuliano, ottimo esempio di barocco siciliano, e quella di San Nicolò all’Arena. Annesso a quest’ultima si trova l’omonimo monastero, che risulta essere il secondo edificio più grande d’Europa, oggi visitabile sia privatamente sia con specifici tour guidati, mentre la chiesa ha un fascino particolare, essendo stata più volte distrutta e più volte ricominciata ma mai finita, anche per via della magnificenza del progetto.

Catania

Via Etnea: una passeggiata imperdibile


La già citata via Etnea merita una sosta per quel viaggiatore che non disdegna un momento di shopping e relax all’interno delle sue giornate. Il nome della strada deriva dal fatto che, con i suoi tre chilometri di lunghezza, si snoda in direzione dell’Etna, il cui contorno è sempre ben visibile camminando per questa strada. Certo, su via Etnea le distrazioni sono molte: negozi alla moda, antiche pasticcerie, bar e ristoranti, ma per chi volesse prendersi una pausa dagli acquisti, ci sono anche le facciate barocche dei palazzi a incorniciare questa strada, amata e frequentata sia dai turisti che da catanesi. La via finisce in piazza Cavour, nota anche come “il borgo” perché in un passato non proprio recente, intorno al XVII secolo, era al di là delle mura che cingevano la città.

Catania

Ursino, da fortezza a museo


Un esempio di quanto il territorio sia cambiato nel corso dei secoli lo dà una visita al Castello Ursino. Quest’antica fortezza era infatti originariamente su un promontorio a picco sul mare, mentre oggi si trova a circa un chilometro dalla costa! Causa di questo cambio di contesto potrebbe essere, ancora una volta, l’Etna, che con una sua eruzione potrebbe aver lambito la scogliera, modificando l’aspetto del paesaggio, senza però intaccare la costruzione. L’imponente architettura sembra non fare mistero degli intenti del suo costruttore, l’architetto Riccardo da Lentini per volere di Federico II, che lo immaginava un simbolo tangibile di potere. Oggi è sede del Museo Civico e ospita una collezione archeologica, una pinacoteca e diverse sculture; ma vanno citati, da includere nella visita, i graffiti fatti dai carcerati quando la struttura ospitava una prigione. Sono visibili al primo piano e nel cortile; spesso sono solo incisioni di nomi e date, ma non manca qualche disegno. Una forte testimonianza da un passato lontano.

Etna

L’Etna, una “focosa” gita fuori porta


Non si può decidere cosa vedere a Catania e lasciare fuori questo affascinante vulcano. Una gita sull’Etna è d’obbligo: si tratta infatti del vulcano attivo più grande d’Europa e, come la storia dell’isola ha più volte modo di ricordare, la sua presenza ha avuto un ruolo fondamentale nel disegnare il volto della Sicilia attraverso i secoli. L’ideale sarebbe poter dedicare un’intera giornata a un’escursione sui pendii del vulcano, per ammirare grotte e crateri, ma anche per godere del fascino lunare del paesaggio e per poter contemplare la vista mozzafiato che regala. L’Etna è una meta approcciabile sia dai camminatori più esperti sia da chi non ama muoversi in montagna, è infatti possibile salire a quota 2900, alla torre del filosofo, utilizzando la funivia. Un’altra possibilità è quella di salire con i fuoristrada, come proposto nel tour Sicilia Classica, che unisce la scoperta delle città più belle dell’isola all’esplorazione dei pendii del vulcano. Non ci sono quindi scuse per non andare a rendere omaggio a questo gigante.

Catania

Il mare di Catania da scoprire


Le meraviglie artistiche sono uno dei tesori più grandi di Catania, ma non sono la sola possibilità che la città offre al turista. Chi volesse alternare una visita ai luoghi iconici della città con momenti di pace e relax troverà nelle spiagge limitrofe un paradiso tutto da scoprire. Di nuovo è l’Etna il responsabile della particolarità di questi luoghi: le spiagge qui sono infatti di pietra lavica, e predominanti sono i colori scuri, a volte quasi neri. Per chi però volesse la classica spiaggia di sabbia bianca, Catania ha in serbo qualche asso nella manica, come l’Oasi del Simeto, a qualche chilometro verso sud dalla città. Qui, la natura è l’assoluta protagonista, tanto che dopo un po’ di relax in spiaggia si può decidere di perdersi nell’oasi per ammirare le piante che vi crescono.

Isole Eolie

Isole Eolie, una gita imperdibile


Da Catania è semplice raggiungere le Eolie: questo arcipelago di origine vulcanica, è composto da sette isole principali più svariati isolotti. Ognuna di queste isole è famosa per un tratto caratteristico, particolarità che le rende una meta irrinunciabile da inserire nella lista delle cose da vedere a Catania. C’è Lipari, la più grande, che quindi unisce le bellezze naturali alle comodità cittadine; Panarea, famosa per il mare bellissimo, ma in grado di stupire con una vita frizzante la sera; Stromboli, con il suo vulcano attivo, perfetta come meta per chi ha subito il fascino dell’Etna; Filicudi, che si contraddistingue per l’animo artistico, espresso ogni due anni in forma di una Biennale d’arte. E poi ancora Salina, i cui sei vulcani sono però spenti; la piccola Vulcano, che si gira facilmente in motorino e coccola con le sue dimensioni ridotte chi è in cerca di un luogo accogliente e tranquillo. Alicudi è sicuramente la più pittoresca: conta meno di cinquanta abitanti e mancano quasi completamente le auto, dato che l’isola si estende per soli 5 chilometri. Per visitare e scoprire queste isole, così vicine ma dall’animo così diverso, è stato pensato il tour Barocco siciliano e Isole Eolie, che promette di non dimenticare i tesori artistici della Sicilia, pur dedicando tempo anche alla scoperta di questo magico arcipelago.

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