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Cosa vedere a Matera: 15 luoghi imperdibili da visitare

Quando si ammirano i Sassi da un punto panoramico si ha l’impressione di essere davanti a un’opera d’arte, una scultura in roccia a grandezza naturale, ma a differenza dei capziosi paesaggi conservati nei musei, in questa grande opera scolpita dall’uomo nei secoli ci si può immergere visitandola, passo dopo passo, sasso dopo sasso. Scopri cosa vedere a Matera e commuoviti davanti allo spettacolo dei Sassi, le chiese rupestri e tutti quei luoghi in cui il primo pensiero è che qui il tempo si è fermato.

Matera

Matera, la città dei Sassi


Visitare Matera significa in primis addentrarsi nel suo centro storico. La zona antica è composta dai due rioni dei Sassi, Barisano e Caveoso, divisi dall’alto sperone della Civita su cui si adagia il Duomo. Matera è stata “scavata” a ridosso della Gravina, una sorta di canyon che ne traccia il perimetro. Camminare nel suo centro è un continuo saliscendi fra strade tufacee arse dal sole, in cui si susseguono senza sosta antiche chiese rupestri, case grotta e profonde cisterne in cui veniva convogliata l’acqua. Gli unici monumenti che interrompono il fitto scandire delle case sono le chiese, strategicamente isolate dagli altri “edifici”, anche se usare il termine “edifici” per un centro atipico come Matera è a dir poco avventuroso. Qui è bello perdersi anche se è difficile non ritrovare la strada: tutto nei Sassi è sempre ben visibile e per decidere cosa visitare a Matera basta puntare il dito, scegliere una meta e se si dispone di un minimo di senso dell’orientamento, la si raggiunge facilmente.

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I Belvedere di Matera


Per la peculiarità del suo impianto urbanistico alla domanda cosa vedere a Matera la risposta non può che essere Matera dall’alto. I punti panoramici che si affacciano sulla città sono numerosi e permettono di ammirarla cangiante alla luce del giorno o illuminata come un presepe la sera. La bella Piazza Vittorio Veneto è il punto di congiunzione fra la Matera antica e quella moderna. Affacciandosi dalla sua porticata terrazza, si ha una vista eccezionale del Sasso Barisano. La visione più suggestiva sul Sasso Caveoso invece viene offerta da Piazzetta Pascoli, chiamata così in onore del poeta che qui visse e insegnò nel liceo classico dell’adiacente Palazzo Lanfranchi, oggi importante Museo d’Arte Medievale e moderna. Da Piazzetta Pascoli si ha una vista unica sul Duomo e sulla rupe del Monterrone che ospita tre importanti chiese rupestri. Questi ultimi due luoghi sono a loro volta punti panoramici interni ai Sassi, e particolarmente suggestiva è la veduta dal Monterrone che permette di gettare lo sguardo anche sul paesaggio della Murgia che va oltre l’antistante Gravina.

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Anche Matera ha una sua urbanistica


Tralasciando la Matera moderna, quella che si è sviluppato con il piano di recupero del 1952, anche la Matera antica dei Sassi aveva una sua istintiva urbanistica dalla forma di anfiteatro che guarda verso le Murge materane. Le case sono delle grotte scavate nelle montagne di tufo, ma come si vedrà le strade non sono strettissime, anche perché la vita all’aria aperta aveva il suo peso. Quello che colpisce, soprattutto nel Sasso Caveoso, è la quantità di slarghi e terrazze antistanti alle case grotta collegate da scalette che davano vita a una città verticale, che sale, non nel senso di skyline, ma di elevazione edificativa. Le abitazioni erano ravvicinate, mentre gli unici edifici che potevano vantare la tipica ieratica solitudine che spetta al tempio erano le chiese, almeno da quelle di epoca barocca in poi. Anche questa testimonianza di fede in un contesto urbanistico così peculiare, e perché no complesso nella sua naturalezza, attesta il fascino di una località unica al mondo come Matera.

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Vivere in una Casa Grotta


Le abitazioni tipiche di Matera sono le case grotta, create scavando nella roccia tufacea e in cui i materani hanno vissuto fino ai primi anni Cinquanta, quando poi vennero abbandonate in seguito a una politica governativa di sfollamento per creare migliori condizioni di vita. Le case grotta consistono in un antro unico che fungeva da camera da letto, cucina, sala da pranzo e anche stalla; qui infatti vivevano non solo animali da cortile, ma anche mucche e asini. Anche per questo motivo la vita si svolgeva fondamentalmente nello spazio antistante alla casa grotta, che aveva, almeno nelle stagioni calde, la funzione di dormitorio. Particolarmente ingegnoso era il sistema per il recupero dell’acqua piovana che andava poi a raccogliersi in pozzi sottostanti. Le case grotta più note sono la Noha, Cava e di Vico Solitario.

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La Casa Noha


Per visitare Matera e comprenderla fino in fondo è fondamentale visitare una delle case grotta più note, la Casa Noha. La casa apparteneva alla nobile famiglia Noha e rappresentava un raffinato esempio di architettura privata nei Sassi. A differenza delle altre case, composte da un povero ambiente unico, qui invece si poteva accedere dalla corte attraverso una scala esterna a cinque raffinati ambienti interni. Nel 2004 la casa è stata affidata al FAI di Matera che ha scelto di rivitalizzarla usandola come quinta per raccontare la città dei Sassi attraverso filmati d’epoca. Non a caso gli ambienti sono stati adibiti a sale multimediali, per dar vita a un viaggio nella peculiare società materana, nei riti e in quella che era la sua quotidianità. Casa Noha è posta nella zona alta del Sasso Caveoso, vicino al Duomo, e il FAI la ripropone come una sorta di cancello d’ingresso culturale alla città, indirizzando il visitatore all’essenza del popolo che si sta per incontrare.

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Le Chiese rupestri di Matera


Delle circa 160 chiese rupestri – scavate nella roccia – che costellano il territorio, 38 sono fra i Sassi, le restanti sono disseminate nel Parco della Murgia Materana e furono fondate perlopiù durante l’Alto Medioevo. Nel corso dei secoli cambiarono la loro funzione diventando spesso abitazioni, altre volte stalle e sono una forte testimonianza dell’opera e della presenza di comunità ecclesiastiche bizantine, benedettine e longobarde. C’è una sottile linea rossa che collega i cicli di affreschi delle chiese, ovvero i loro tratti bizantineggianti. Questa reminiscenza artistica è dovuta alla migrazione di monaci provenienti da Cappadocia e Armenia. Altro elemento comune è l’impostazione latina. Visitarle apre a una religiosità povera: in un arco di tempo che va dall’800 al 1700 i pigmenti degli affreschi e il potere della pietra lavorata hanno saputo ricreare un’atmosfera di fede intima, che sembra colloquiare a tu per tu con i misteri della fede, lontana dai clamori mondani e i fasti architettonici della Sacra Romana Chiesa.

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Chiesa rupestre di Santa Maria di Idris e le chiese del Monterrone


Al centro del Sasso Caveoso si erge l’enorme roccia del Monterrone che, solitaria, punta verso il cielo sormontata da una croce in ferro. Essa custodisce la chiesa rupestre di Santa Maria di Idris, ben visibile da tutto il rione e a cui si accede attraverso una scala che parte dalla vicina Santa Lucia delle Malve. Entrambi gli edifici sono caratterizzati da affreschi di epoca bizantina. Attraverso un cunicolo si accede alla Chiesa rupestre di San Giovanni in Monterrone in cui vi sono una serie di affreschi del XIII secolo ottimamente mantenuti e raffiguranti Giovanni Battista ed Evangelista, san Girolamo, il volto di sant’Andrea e parte di una Madonna con il Bambino. Gli appassionati di pittura rupestre non possono perdersi la Cripta del Peccato Originale, un ambiente di soli 42 metri quadri posto sulla Gravina di Picciano, fuori le mura di Matera, dove si è splendidamente mantenuto un importante ciclo di affreschi, dedicato alla Creazione e al Peccato Originale.

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La Cattedrale di Matera


A suggellarne l’importanza è la sua posizione: la Cattedrale di Matera è sita sullo sperone più elevato della Civita, il nucleo originario di Matera, sempre ben visibile tanto dalla Matera antica quanto da quella contemporanea. Consacrata ai Santi Patroni, la Madonna della Bruna e a Sant’Eustachio, venne edificata sull’antico monastero benedettino di Sant’Eustachio abbracciando lo stile romanico pugliese da cui deriva anche uno degli elementi più notevoli del tempio, il grande rosone che ripropone un tema profano, quello della ruota della fortuna che con la sua forma, quella del cerchio mobile, mette in guardia l’uomo sulla ciclicità della sorte e sull’imprevedibile incombere della morte. Il rosone è inscritto in un quadrato circondato da 4 figure poste in maniera asimmetrica, a ricordare l’imperfezione umana.

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Mangiare a Matera


Fra le cose da fare a Matera d’obbligo è una bella mangiata, o come direbbero i social manager, una food experience, con buona pace della semplicità della cucina lucana. I piatti della tradizione sono i protagonisti in tavola. Tutto ruota intorno al pane di Matera, mentre grande è la presenza del peperone crusco, un peperone dolce lasciato essiccare e poi fritto. Una vera esplosione di sapore, ma attenzione quando lo si taglia, potrebbe saltar via dal piatto! Il pane, invece, ricorre in numerose preparazioni come la cialledda, che può essere calda o fredda a seconda della stagione, nata per consumare il pane raffermo avanzato. Altre protagoniste sono le rape, ovviamente sempre abbinate al pane: altra alternativa è il pane cotto con l’acqua delle rape. Se la pignata può essere considerata la cassoeula del sud con i suoi sapori selvaggi a base di carne, fave e cicoria sono un altro must della cucina lucana, tanto semplici quanto gustose. I piatti a base di verdure sono tantissimi per una regione che per necessità ha saputo essere slow prima di Slow Food e vegan prima dei vegani.

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La cisterna grande del Palombaro Lungo


L’acqua è vita e attorno ai corsi d’acqua sono nate numerose civiltà. Per questo fra le cose da vedere a Matera non può mancare il Palombaro Lungo, una cisterna d’acqua posta sotto Piazza Vittorio Veneto dove venivano raccolte le acque sorgive delle colline antistanti. A loro volta queste acque poi scendevano lungo i sassi attraverso due grabiglioni, dei grandi canali che confluivano verso il torrente Gravina. La cisterna, risalente al diciottesimo secolo, è alta 15 metri e può raggiungere una capacità di 5 milioni di litri, ha le pareti in tufo ed è rivestita di uno speciale intonaco che la rende impermeabile. L’approvvigionamento dell’acqua avveniva tramite due fori attraverso i quali venivano calati dei secchi per prendere l’acqua: ancora oggi sulla parte superiore del palombaro sono visibili dei segni circolari, a testimonianza del passaggio dei secchi.

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Materasum, la Matera sotterranea


Vista dall’alto Matera appare come un grande formicaio, un labirinto che nasconde tanti luoghi segreti che si disvelano sottoterra, per questo quando si è alla ricerca di cosa vedere a Matera non bisogna dimenticare il suo sottosuolo, fondamentale per capire la vecchia identità della città. Materasum è un complesso sistema di antri e cunicoli, ricco di storia e leggende che si estende per circa milleduecento metri quadri, fino a 12 metri di profondità. Il Materasum parte dal palazzo dei Malvezzi, per secoli una delle famiglie più importanti della città, ed esplorandolo è venuta alla luce la quantità enorme di attività che han dato vita a una città nella città fatta, sembra incredibile, di strade, attività commerciali e luoghi di culto.

Matera

Il parco, o meglio ancora l’universo, della Murgia materana


Matera è un esempio di città che si è evoluta nei secoli integrandosi meravigliosamente con la natura, e se il suo agglomerato urbano è diventato un tutt’uno con il colle in tufo in cui è stata scavata, per comprendere la forza primordiale di questo territorio così complesso è fondamentale andare alla scoperta del Parco delle Murge materane. Il parco si sviluppa a oriente della città ed è il sito archeologico più importante d’Italia per i rinvenimenti del periodo Paleolitico e del Neolitico, senza dimenticare quei preziosi scrigni di meraviglie che sono le chiese rupestri e i villaggi trincerati disseminati in tutto il territorio. Il parco è composto dalle alture carsiche di Murgia Timone e Murgecchia, ed è separata da Matera dal torrente della Gravina di Matera. Arrivando dalla città dei Sassi vi si può accedere dopo un impegnativo trekking che include anche il passaggio sulla Gravina attraverso un ponte tibetano. Una volta raggiunta Murgia Timone, volgere lo sguardo verso la città regala una sua meravigliosa visione d’insieme.

Murgia Materana

I villaggi trincerati


I villaggi trincerati sono degli antichi insediamenti risalenti all’epoca neolitica sviluppati lungo i crinali delle Murge e cinti dai fossati, profondi all’incirca due metri e mezzo. La loro scoperta avvenne intorno al 1870 a opera dell’archeologo Domenico Ridola che continuò le sue ricerche fino al 1930. I siti più suggestivi sono quelli di Trasano, Tirlecchia, Murgia Timone, Murgecchia e Serra d'Alto. Proprio quest'ultimo ha colpito particolarmente l’interesse di appassionati e archeologi grazie al fossato largo oltre 4 metri e profondo 3. I villaggi sono una vera manna per gli appassionati di trekking e archeologia. Un luogo magico che riconduce a un’epoca ancestrale e che insieme alle chiese rupestri ci accompagna lungo un suggestivo viaggio verso la notte dei tempi, in cui l’uomo muoveva i primi passi verso la civiltà e ancora forte era il suo rapporto con la magia e i silenzi della natura.

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Grotta dei pipistrelli e il tesoro che non c’era


Prima che l’archeologo Domenica Ridola si avventurasse alla scoperta di questo territorio, la Grotta dei Pipistrelli e la sottostante Grotta Funeraria, erano frequentati da improvvisati avventurieri, pastori e contadini che, ignorando l’importanza dei reperti qui custoditi, andavano alla ricerca del fantomatico tesoro di Federico Barbarossa. La leggenda narra di re Barbarossa che, dopo aver distrutto una chiesa rupestre, qui vi avrebbe seppellito sua figlia con il misterioso tesoro. Ovviamente del tesoro non vi è traccia: perché qualcuno lo ha trovato o perché frutto di leggenda? Probabilmente la seconda, ciò che importa è che le grotte hanno custodito per millenni le più antiche testimonianze della vita in questo territorio per un lasso di tempo che va dal Paleolitico medio fino all’età dei metalli del Neolitico. Gli scavi furono effettuati tra il 1872 ed il 1878, e i reperti provenienti da queste due grotte sono oggi conservati presso il Museo Archeologico Nazionale “Domenico Ridola” di Matera.

Craco

Oltre Matera, alla scoperta della Basilicata


I dintorni di Matera sono puntellati da castelli, piccoli borghi, scorci da far west, e luoghi tutti da scoprire come ad esempio le blu e profonde acque di Maratea dove tuffarsi in uno degli specchi d’acqua più ammirati del Tirreno. Gli appassionati di archeologia possono dirigersi verso Bernalda dove visitare il sito archeologico di Metaponto: fra resti di templi e altari si può intraprendere un’affascinante escursione nell’antichità greco-romana. Gli amanti delle atmosfere misteriose possono andare alla scoperta di Craco, un antico borgo medioevale oggi considerato una vera e propria città fantasma. Venosa è un meraviglioso borgo in provincia di Potenza fondata in epoca neolitica. Da sempre è stato un centro molto attivo del Mezzogiorno e oggi sono presenti testimonianze del suo glorioso passato, come il castello aragonese, che la fanno entrare di diritto fra le imperdibili perle della Lucania.

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