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Cosa vedere a Napoli: 10 luoghi imperdibili da visitare

Visitare Napoli apre all’infinito viaggiare, perché innumerevoli sono le possibilità che offre ai turisti. È quasi imbarazzante rispondere alla domanda cosa vedere a Napoli? Per scegliere basta aprire una cartina di Napoli e dintorni, bendarsi e puntare il dito su un punto qualsiasi della Campania. Ogni luogo offre una meta imperdibile e peculiare. E se Napoli città vanta tutto ciò che un viaggiatore può desiderare, dai musei dedicati all’arte antica o contemporanea alle pietanze gustosissime, dalle chiese ai siti archeologici, il circondario non è da meno. Da Napoli si può partire per Pompei, Caserta e la Costiera Amalfitana, tutti posti il cui solo nome evoca mete che tutti hanno sognato di visitare almeno una volta nella vita.

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Fondazione Morra, e non solo: la passione di Napoli per l’arte contemporanea


Le bellezze della città e i suoi tratti caratteristici sono noti in tutto il mondo, ma quando bisogna scegliere cosa visitare a Napoli, in molti snobbano il mondo dell’arte contemporanea pensando che sia una prerogativa di città più cosmopolite come Londra, New York o Berlino. In realtà in città vi è una fiorente scena artistica e un forte interesse per l’arte, come testimoniano le numerose gallerie e fondazioni. La Fondazione Morra, ad esempio, con una scelta molto coraggiosa ha vivacizzato il quartiere dell’Avvocata, una zona a ridosso del Museo Archeologico e di Port’Alba, con tre spazi dedicati all’arte contemporanea, anche la più spregiudicata: il Museo Hermann Nitsch, Casa Morra e l’Associazione Shozo Shimamoto. Una scelta che spingerà a visitare un quartiere che seppur centrale, si discosta dai soliti itinerari turistici offrendo un’immagine più veritiera della verve culturale che anima la città.

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Museo MADRE: la MADRE dei musei napoletani


Fra i posti da visitare a Napoli dedicati all’arte contemporanea il più rilevante è di sicuro il museo MADRE (Museo d’arte contemporanea Donnaregina). Oltre a una preziosa collezione permanente che racchiude opere di artisti contemporanei di fama internazionale del calibro di Rebecca Horn, Jannis Kounellis, Anish Kapoor e Sol LeWitt, il museo ha un forte legame con il movimento della Transavanguardia italiana che visse il suo periodo dorato fra Napoli e New York. E proprio a un membro partenopeo del movimento, Francesco Clemente, si deve l’opera più importante del Museo intitolata Ave Ovo composta da un affresco sviluppato su due sale con pavimento in ceramica, in cui vengono ripercorsi e rielaborati i simboli antichi e apotropaici di Napoli. Insomma, alla domanda cosa visitare a Napoli, non si può che rispondere: la MADRE!

Stazione di Toledo

Memorie dal sottosuolo: scava, scava che ti esce una metropolitana


Nell’opera di Clemente sono raffigurati elementi iconici del passato napoletano e ciò è inevitabile per una città antichissima, ricca di memorie greche e romane. Non a caso ogni volta che si apre un cantiere, dal sottosuolo emergono tracce e reperti di un passato lontano, come durante i lavori per costruire la stazione della Metropolitana di Piazza Municipio, quando furono rinvenute delle antiche navi romane, lunghe fino a 12 metri. La nuova metropolitana per fortuna oggi è considerata una delle imperdibili attrazioni di Napoli, grazie alle sue Stazioni d’arte. Sono numerosissimi i designer, gli architetti e gli artisti che vi hanno lavorato. Da Gae Aulenti a Michelangelo Pistoletto passando per Oliviero Toscani, William Kentridge e Giulio Paolini, la lista è veramente lunghissima, ma tutti sono stati eccezionali nel creare un viaggio nel viaggio che parte dalla Stazione di Piazza Garibaldi e arriva fino a Piscinola, coinvolgendo 12 fermate che si possono considerare delle vere e proprie gallerie d’arte. Fra tutte troneggia la meravigliosa stazione di Toledo in cui man mano che si scende si ha l’impressione di calarsi nelle profondità del mare.

Napoli Sotterranea

Napoli sotterranea: l’altra bellezza di Napoli


Tra le cose da vedere a Napoli c’è sicuramente una visita del suo sottosuolo: la Napoli sotterranea scavata nel tufo, un mondo a parte con testimonianze antiche molto suggestive in cui c’è ancora molto da scoprire. Le cave raccontano storie attraverso i graffiti realizzati quando furono utilizzate come rifugio durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Le cisterne testimoniano la loro antichità greco-romana, alcuni cunicoli sinistri invece raccontano di loschi affari molto underground. Un mondo misterioso e affascinante, visitabile a tratti a lume di candela. I siti di maggior rilevanza sono Napoli Sotteranea posta nel centro storico a cui si accede da via dei Tribunali e la Galleria Borbonica che si estende al di sotto della collina di Pizzofalcone nei pressi della centralissima piazza dei Martiri.

Museo Archeologico

Museo MANN: la collezione unica e rara del Museo archeologico


La fondazione del MANN (Museo Archeologico Nazionale di Napoli) è legata alle politiche culturali di Carlo di Borbone, sul trono dal 1734, che da sovrano illuminato si impegnò nell’esplorazione di Ercolano e Pompei, città sepolte dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Grazie ai reperti provenienti da questi scavi, oggi il MANN è uno dei musei archeologici più antichi e importanti al mondo per l’unicità e la ricchezza delle sue collezioni che includono anche pezzi provenienti dal resto del Mezzogiorno. Tra le cose da fare a Napoli, quindi, c’è sicuramente una visita alla sua collezione sterminata dove sono presenti memorabili pezzi di statuaria classica come l’Ercole Farnese, mosaici come la Battaglia di Dario e Alessandro proveniente dalla Casa del Fauno di Pompei, o affreschi di natura oscena come quelli a tema erotico della collezione del Gabinetto Segreto.

Pompei

La Pompei ritrovata


Visitare il MANN ha un valore relativo se non si approfitta del soggiorno partenopeo per fare una puntata alla vicina Pompei. Insomma, se ti chiedi cosa vedere a Napoli c’è sicuramente… Pompei! Gli Scavi archeologici di Pompei hanno riportato alla luce l’antica Pompei, seppellita assieme ad Ercolano, Stabia e Oplonti dalla cieca furia del Vesuvio nel 79 d.C. A differenza di Ercolano che fu sepolta dalla lava, Pompei e le altre due città furono sommerse da cenere e lapilli. L’elemento caratterizzante di quando si visitano gli Scavi di Pompei, e che forse si fa fatica a concettualizzare, è che ad oggi è stata rinvenuta un’intera città romana, con le sue porte, teatri, anfiteatri, case e foro. Per questo visitarla lascia sbalorditi. Solo in questo parco archeologico si riesce ad assaporare la quotidianità, la tragedia della catastrofe e anche lo sfrenato amore per il lusso e per i vizi che caratterizzava l’Impero Romano ai tempi della dinastia Flavia.

Reggia di Caserta

La Reggia di Caserta, un esempio per il mondo


Ricollegandoci a Carlo di Borbone, fondatore di quello che diventerà il MANN, e approfittando della vicinanza con Napoli, altra meta imperdibile è sicuramente la Reggia di Caserta, voluta proprio da Carlo e progettata da Luigi Vanvitelli. La monumentale reggia, grazie al suo stile neoclassico, è diventata un punto di riferimento architettonico per i palazzi reali di mezza Europa, in particolar modo per l’elegantissima San Pietroburgo dove lavorarono parecchi allievi del Vanvitelli. Di uguale bellezza è il suo parco in cui si possono ammirare il trionfante giardino all’italiana, composto da una serie di aiuole, e meravigliose fontane in cui sono narrati alcuni episodi tratti da le Metamorfosi di Ovidio, e il più nascosto e romantico giardino all’inglese.

Real Bosco di Capodimonte

Capodimonte, non solo museo


Andando di reggia in reggia, quella di Capodimonte rientra fra i monumenti di Napoli letteralmente imperdibili, vuoi per la bellezza del suo rigoglioso parco, vuoi per la qualità delle sue collezioni, fra le maggiori in Italia. Il Real Bosco di Capodimonte è un parco pubblico e un giardino storico progettato nel 1734 da Ferdinando Sanfelice e nato come riserva di caccia che si estende per 134 ettari con oltre 400 diverse specie vegetali fra cui alcune rare, e include ben 6 alberi monumentali, patrimonio dell’intera nazione. Attualmente è diviso in 4 parti. Il Giardino Paesaggistico, voluto dai Savoia, circonda il palazzo con le sue alte palme delle Canarie e la scenografica fontana. Il Giardino Anglo-Cinese creato dal giardiniere capo dell’orto botanico Friederich Dehnhardt nel 1840 a imitazione della Natura. Il Giardino Tardo Barocco, delineato nel Settecento, accoglie il visitatore con un ampio emiciclo da cui partono cinque viali che conducono nel bosco composto prevalentemente da lecci, tigli e aceri. Il versante più selvatico è il Giardino Paesaggistico Pastorale artificialmente rimodellato nel 1835 creando macchie di bosco, alberi isolati, finte colline e praterie.

Museo di Capodimonte

Una collezione di capolavori


Il Museo di Capodimonte custodisce le collezioni Borgia e Farnese che arricchiscono il sito di capolavori dal valore inestimabile firmate da Masaccio, Tiziano, Parmigianino, Pieter Bruegel il Vecchio, Annibale Carracci e Caravaggio solo per citarne alcuni. È organizzato anche per offrire un excursus dell’arte a Napoli dal Duecento al Settecento e per questo si possono incontrare opere come il San Ludovico di Tolosa che incorona il fratello Roberto d'Angiò di Simone Martini che hanno forte valore araldico oltre che artistico e testimoniano l’impatto dei regnanti sulla cultura locale. Di elevatissima fattura sono le opere della Galleria di arte contemporanea non meno importanti di quelle del MADRE, la galleria dell’Ottocento - testimonianza della pittura napoletana in quel secolo - e la sezione fotografica. Ma se di opere di Artemisia Gentileschi, El Greco, Raffello ed Andy Warhol ne sono pieni i musei di almeno mezza Europa, solo qui il visitatore può incantarsi dinnanzi al Salottino di Porcellana: posto in origine nella reggia di Portici, fu poi trasferito nel 1866 a Capodimonte assieme ai circa 3.000 pezzi che lo compongono. Assieme alla galleria a essa dedicata, la Porcellana di Capodimonte è tutt’oggi un’icona della produzione partenopea, che ha sì avuto il suo apogeo fra Settecento e Ottocento, ma è ancora oggi molto nota e ricercata.

Rione Sanità

Da Capodimonte alla Sanità, una passeggiata con soprese inaspettate


Se si cerca cosa fare a Napoli e si ha voglia di avventurarsi nella Napoli più vera, quella fatta di bassi, scorci folkloristici e sapori veraci, dalla reggia ci si può addentrare a piedi attraverso i Gradoni di Capodimonte verso il Rione Sanità e il Borgo Vergini. Strada facendo, oltre al grande spettacolo che la Napoli più reale sa offrire, non mancheranno cose da vedere. Proprio nel Rione, al civico 109 di via Santa Maria Antesaecula c’è la casa dove nacque e visse per 24 anni il principe della risata Antonio de Curtis, in arte Totò. La casa non è visitabile ma al suo esterno si trovano insegne, cartelli con citazioni dai suoi film, foto e un mezzo busto a lui dedicato a metà strada fra altare pagano e icona sacra.

Capuzzelle

Il culto delle “Capuzzelle”


Se dall’alto il Rione è associabile al campanile e alla colorata cupola maiolicata della Basilica di Santa Maria della Sanità, un vero scrigno del barocco napoletano dall’elaboratissimo altare, è sotto terra che la Sanità sviluppa i suoi tratti più suggestivi e inquieti. Infatti dalla basilica si accede alle catacombe di San Gaudioso, una testimonianza dal gusto antropologico per la cultura funeraria napoletana, che nel Seicento giunse al suo apice. Gli appassionati del culto delle capuzzelle, le teste scheletriche dei defunti di cui i napoletani si prendevano cura affinché i loro spiriti intercedessero benevolmente nell’aldilà, potranno trovare altre testimonianze di questo tanto sinistro quanto antico rito, che è sopravvissuto in città fino al passaggio del nuovo millennio, in altri luoghi di culto limitanei con la Sanità: il Cimitero delle Fontanelle, un ex-ossario di quasi 3.000 mq, ricco di aneddoti e storie tutte da scoprire, e le Catacombe di San Gennaro, molto scenografiche e suggestive, un antro di passaggio fra dimensione terrestre e regno degli inferi.

Palazzo dello Spagnolo

Bellezze e sapori del Borgo Vergini


Dopo tutto questo camminare attraverso il Rione Sanità si arriva al Borgo Vergini, dove si può ammirare lo stupendo palazzo dello Spagnolo, il più pregevole esempio di architettura barocca a Napoli, reso indimenticabile dalla sua ariosa ed elegante scalinata monumentale. Se tutto questo camminare ha aperto lo stomaco, il Rione Sanità è decisamente il posto giusto per dargli soddisfazione. Qui sono nate le Nuvole della pasticceria Poppella, un dolce che nell’ultima decade si è affermato prepotentemente, irrompendo letteralmente al fianco di sfogliatelle e babà nella già ricchissima tradizione dolciaria napoletana. Non mancano però famose pizzerie, osterie, salumieri e gastronomie in cui scoprire piatti tipici napoletani come il ragù alla genovese, panini con salsicce e friarielli o gateau di patate.

Costiera Amalfitana

La Costiera Amalfitana e la sua naturale bellezza


Via treno, auto o traghetto, da Napoli è facilmente raggiungibile la Costiera Amalfitana, una meraviglia della Terra che sembra scolpita dalle mani del Creatore in un giorno in cui era particolarmente ispirato; e se la natura irradia infaticabilmente il suo splendore, non meno ispirata è stata l’azione dell’uomo che ha saputo integrare con maestria la sua opera nel contesto naturalistico, creando così un celestiale intreccio fra Natura e Architettura che ha pochi eguali al mondo. Riconosciuta come Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 1997 la Costiera è un paradiso verticale di macchia mediterranea racchiuso fra il mar Tirreno e i Monti Lattari, e forse proprio a questi ultimi deve parte della sua fortuna. Infatti, strano a pensarsi, le loro rocce sono in dolomia, lo stesse tipo di pietra delle Dolomiti, e regalano tanto alle Alpi quanto alla Costiera tramonti che infuocano i monti. Per gli appassionati di trekking, imperdibile è una passeggiata lungo il Sentiero degli Dei che si snoda da Agerola fino a Positano. 7 km di facile camminata fra macchia mediterranea, irte rocce e conventi solitari con lo sguardo sempre puntato sul leggendario scorcio marino che include le isole de Li Galli, dove si dice che Ulisse venne ammaliato dalle sirene, e i faraglioni di Capri.

Positano

Un sogno chiamato Positano


Fra una cascata di case colorate che si tuffano nel mare, labirintiche scalinate che sembrano disegnate da Escher e i glicini che spirati dalla brezza marina danzano sui pergolati, Positano è la regina della Costiera, il posto giusto per trascorrere una giornata al mare in totale relax e rilassarsi davanti a tramonti arancioni come lo spritz che si sta sorseggiando per gustare al meglio lo spettacolo. Positano non è solo un borgo, è uno stile di vita. I sandali esposti nelle botteghe sono un’icona per gli amanti della moda mare, così come gli abiti a fiori e le camicie di lino bianco. È un luogo della mente in cui lasciarsi andare, incantarsi davanti al paesaggio e che porta lontano dalle fatiche della Terra.

Amalfi

Amalfi, una meraviglia oltre il mare


Forte di una secolare tradizione marinara che l’ha resa una delle più floride repubbliche del Medioevo, Amalfi ha saputo mantenere intatta la sua antica bellezza. Il borgo ti accoglie con uno dei monumenti più noti dell’intera Costiera, il Duomo. La scalinata, la facciata, il chiostro del Paradiso e la cripta sono sicuramente gli ambienti più affascinanti di questo splendido edificio che ha saputo elegantemente intrecciare il romanico locale con le influenze arabeggianti provenienti dal mare, una lezione di apertura che ricorda che gli scambi non sono solo una questione commerciale, ma anche di cultura fra popoli e persone. Addentrandosi nel borgo è bello perdersi fra i corridoi, i portici e le scalinate che si diramano dal corso principale fino al suggestivo belvedere del Cimitero Monumentale. Avanzando ulteriormente il borgo si trasforma in una foresta: si entra così nella Valle delle Ferriere, un trekking fra natura incontaminata, ruderi, sfrenati corsi d’acqua con balzi e cascatelle.

Ravello

La musica in Costiera suona a Ravello


La Costiera non ha solo uno sviluppo orizzontale, ma anche verticale e numerosi sono i borghi che nascono alle sue pendici. Fra questi il più nobile e vivace è senza dubbio Ravello, celebre per le bellezze architettoniche e il suo festival che attrae ogni anno pubblico dall’intera costiera e offre il suo momento più intenso con il concerto all’alba a cavallo di Ferragosto sulla terrazza di Villa Rufolo che, oltre a essere la sede centrale del Festival, è la testimone della potenza del borgo nel Medioevo. Il suo elemento caratterizzante è la fusione dello stile locale con gli stilemi architettonici e artistici provenienti dal mondo arabo-normanno. Durante l’Ottocento la villa era poco più di un rudere, ma per fortuna entrò nei possedimenti del colto e ricco Sir Francis Nevile Reid, che, intuendo il suo antico splendore, la restaurò. Il risultato finale ci incanta tutt’oggi, ma non impressiona solo il viaggiatore contemporaneo. Ne rimase colpito anche il compositore Richard Wagner che qui decise di ambientare Il giardino di Klingsor nel secondo atto del suo Parsifal.

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