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Cosa vedere a Siena: 10 luoghi imperdibili da visitare

Nella città toscana del Palio, il tempo sembra essersi fermato. Tutto qui profuma di Medioevo: dai materiali ruvidi delle facciate dei palazzi, alle strade acciottolate, ai colori terrosi che la riscaldano, ogni dettaglio parla di una città affascinante e misteriosa, dove la tradizione delle Contrade è viva e sentita ancora oggi. Al di là dei luoghi più iconici, ci sono molti altri motivi per visitare Siena, per portarsi a casa il ricordo di un tuffo nel passato che, in questo angolo di Toscana, sfuma nel presente.

Parlare di cosa vedere a Siena quando la sua fama è così grande può sembrare superfluo, ma la verità è che la città toscana riserva molte chicche da scoprire, dentro e fuori le sue mura, motivo per cui il centro storico figura dal 1995 nella lista dei siti UNESCO patrimonio dell’umanità. Nonostante il Palio e Piazza del Campo siano il suo biglietto da visita in tutto il mondo, Siena stupisce i viaggiatori dispiegando davanti ai loro occhi una vasta gamma di meraviglie che sanno di Medioevo e tradizioni altrove perdute. Ecco perché visitare Siena: perché mentre ci si trova a salire e scendere per le sue viuzze, si avverte nitida la sensazione di camminare in una città unica e perché, quando si va via, la sua bellezza risuona per molto nella nostra memoria, diventando il ricordo di una città che è molto di più della semplice culla del Palio.

Per avere la certezza di non tralasciare nessuno scorcio ricco di fascino serve quindi una lista di cose da vedere a Siena e dintorni, perché se è vero che la città già da sola basta a stupire e affascinare, è altrettanto vero che le valli circostanti nascondono altre perle di incommensurabile splendore.

Piazza del Campo

Piazza del Campo e il Palio


È sicuramente un luogo turistico, visti i tanti bar e ristoranti che ne punteggiano il perimetro, ma per Piazza del Campo questa non è una novità dei tempi moderni dato che è da sempre il cuore sociale della città. Costruita nei primi anni del 1300, era il luogo in cui si ritrovavano i mercanti e pare fosse l’unico punto cittadino in grado di accogliere tutti gli abitanti in occasione di festività o eventi politici. Ancora oggi è il centro gravitazionale della città nei giorni del Palio, che per i senesi non è un evento, ma un vero e proprio rito. Due giorni all’anno, il 2 luglio e il 16 agosto, in occasione delle feste dedicate alla Madonna, si corre questa gara che coinvolge dieci delle diciassette Contrade cittadine.

Piazza del Campo è considerata una delle più belle piazze del mondo e, per molti, motivo sufficiente per visitare Siena. Il modo migliore per ammirare la sua caratteristica forma a conchiglia è salire sulla Torre del Mangia: dall’alto, infatti, la pianta a nove spicchi è ben visibile. Poiché su Piazza del Campo affacciano diversi palazzi, le cui facciate sono modellate per seguirne la forma, anche la porzione di cielo sovrastante merita attenzione, incorniciata com’è dalle architetture storiche; ecco perché molti viaggiatori si siedono per terra, in piazza, e guardano verso l’alto.

Piazza del Campo

Alla scoperta dei palazzi di Piazza del Campo


Superato l’impatto con la bellezza della piazza, è tempo di concentrarsi sulle ricchezze storiche e architettoniche che vi si affacciano, a cominciare dal rosso Palazzo Sansedoni, riconoscibile per la facciata curvilinea, che accompagna la sinuosità della piazza. Oggi ospita la sede di Fondazione Monte dei Paschi, ma prende il nome dalla famiglia nobiliare della città che ne commissionò la costruzione nel XIII secolo. Un altro palazzo immediatamente riconoscibile è Palazzo Pannocchieschi, la cui merlatura superiore è un rimando agli stili architettonici della tradizione.

Infine, prima di lasciare Piazza del Campo non si può non cercare la Fonte Gaia, una delle più belle fonti cittadine. Oggi si ammira una copia di quella che Jacopo della Quercia realizzò nei primi decenni del 1400, dopo che nel 1346 nel cuore della piazza zampillò acqua di fonte, segnale accolto dai senesi come simbolo di ricchezza e potenza, qualità che i secoli a venire non avrebbero fatto altro che confermare.

Palazzo Pubblico

Palazzo Pubblico, un altro luogo iconico da visitare a Siena


Non si può venire a Siena senza visitare il Palazzo Pubblico, opera in stile gotico costruita tra il 1288 e il 1310, che da oltre settecento anni ospita il governo cittadino; è all’interno di queste stanze che si delinea il futuro della città.

Due sono le curiosità che riguardano la facciata del palazzo: la prima è che vi sono raffigurati tre stemmi, quello dei Medici, il monogramma di Cristo e il simbolo della Lupa a memoria del ruolo dei romani nella fondazione della città; la seconda riguarda il perché della costruzione del balcone che affaccia sulla piazza, che va ricercato nel passato, più precisamente nelle regole della vita politica antica. Pare, infatti, che durante i sei mesi di carica, i nove governanti non potessero uscire dal palazzo: fu quindi deciso di edificare il balcone in modo da avere comunque uno sguardo sull’esterno e, da allora, questo è noto come la Loggia dei Nove.

Torre del Mangia

Storia e leggenda: alla scoperta della Torre del Mangia


Non solo la facciata del Palazzo Pubblico rende questo edificio immediatamente riconoscibile. Anche la vicina Torre del Mangia non ha bisogno di presentazioni, perché è da qui che si può godere di una vista mozzafiato sulla piazza e sulla città. È una delle più alte d’Italia, la cui dimensione non è affatto casuale: misura infatti quanto il campanile (102 metri), a simboleggiare la pari importanza del potere divino e di quello temporale. Il nome della torre, sicuramente particolare, ha una sua ragione storica: Giovanni di Duccio, uno dei primi campanari, era noto per le sue debolezze e la sua capacità di sperperare denaro nelle osterie senesi; da qui il suo soprannome, “Mangia”, che passò anche alla torre. Pare essere leggenda, invece, il fatto che nelle quattro pietre angolari siano state nascoste delle monete portafortuna, per difendere la costruzione dai fulmini.

Duomo di Siena

Un tuffo nell’arte: il Duomo di Siena


Tra le cose da vedere a Siena, dopo la tappa obbligata in Piazza del Campo, non può mancare una visita al Duomo, chiesa dedicata a Maria Assunta, che sorge sui resti di un vecchio tempio nominato a Minerva. Già l’esterno è una meraviglia: la facciata in marmo policromo, che alterna le strisce bianche e nere tipiche dell’architettura gotico-romanica, stupisce con la sua geometria. L’interno, però, è una sorpresa: la maestosità della pianta a tre navate lascia senza fiato il visitatore, che forse dall’esterno non aveva presagito tanta grandezza. A scandire lo spazio ci sono delle colonne che riprendono i motivi a strisce bicrome della facciata, e nella navata di sinistra si trovano due dei motivi che spingono i viaggiatori a visitare il Duomo: la Libreria Piccolomini, costruita da papa Pio III e affrescata da Pinturicchio e la Cappella Piccolomini, le cui quattro statue delle nicchie inferiori sono state scolpite da Michelangelo, che vi lavorò nella prima decade del 1500. Merita anche il Pulpito, raffigurante scene tratte dalla Bibbia e dai Vangeli, opera di Nicola Pisano.

Rocca Salimbeni

I tesori della Rocca Salimbeni


Questo palazzo è noto principalmente per essere la sede della banca Monte dei Paschi, il più antico istituto di credito del mondo, che si trova qui dal XV secolo. Nel tempo, la società è ovviamente cresciuta, tanto da inglobare anche i due palazzi vicini: Palazzo Tantini, la cui struttura originale è del 1500 e Palazzo Spannocchi. Sia i palazzi che la piazza antistante furono oggetto di restauro nella seconda metà dell’Ottocento e anche durante gli anni Settanta del 1900: questi interventi, opera di Giuseppe Partini e Pierluigi Spadolini, hanno attualizzato lo stile gotico senese delle architetture, contribuendo a dare alla piazza e ai palazzi il fascino che si può ammirare oggi. Già solo uno sguardo dall’esterno è interessante, ma chi volesse visitare gli interni dovrà segnarsi in agenda queste due date: la mattina del 2 luglio e quella del 15 agosto, giorno prima del Palio dell’Assunta. Durante le mattine feriali, invece, è possibile visitare il Cortile della Dogana e l’archivio storico della banca, conservato al piano detto della Rocca Salimbeni, insieme ad alcune opere d’arte.

Palazzo Chigi-Saracini

Arte e musica, tour di Palazzo Chigi-Saracini


A dare il nome a questo palazzo, che sorge poco lontano da Piazza del Campo, ci hanno pensato i conti che qui vissero tra 1700 e 1800, andando ad ampliare in varie fasi la struttura originale, il cui nucleo più antico risale al XII secolo. Questa famiglia nobiliare era nota per l’amore per la musica e le arti, passioni riscontrabili ancora oggi, dato che il palazzo è considerato uno degli edifici privati più belli in città ed è visitabile con una guida da ottobre a giugno. Già l’esterno merita una sosta, ma la vera chicca sono gli interni, che si dividono fra la residenza della famiglia e la galleria d’arte. Le residenze conservano arredi e ornamenti, quali affreschi, lampadari in vetro di Murano e una grande collezione di ceramiche risalenti al periodo che va dal 1500 e il 1700. La galleria d’arte, invece, è dedicata principalmente agli artisti del territorio, ma non mancano antichi strumenti musicali e circa cinquantamila volumi. Il palazzo è oggi sede anche dell’Accademia Musicale Chigiana, la cui storia si può rivivere anche grazie ai video installati nel ChigianArtCafé, ospitato nel cortile interno.

Orto de' Pecci

Tra le cose da vedere a Siena non manca la natura


Non di sole storia e architettura è fatta Siena. Due sono gli angoli cittadini in cui perdersi nella natura, se la meravigliosa cornice paesaggistica circostante non fosse già sufficiente. Il primo è l’Orto Botanico, istituito nel 1784: qui, su una superficie di oltre due ettari, si possono ammirare piante anche provenienti da luoghi lontani, vasche, grotte, serre e una fonte medievale. Anche passeggiare in questa oasi è un’esperienza unica, perché le scalinate attraverso cui si snoda il percorso fanno dell’orto botanico di Siena l’unico orto botanico terrazzato d’Italia.

Il secondo luogo che lascerà a bocca aperta gli amanti della natura è l’Orto de’ Pecci. Se oggi la scalinata che da Piazza del Mercato conduce qui è la via più breve verso la pace, è bene dire che in passato non era così: durante il Medioevo questi gradini erano percorsi dai condannati a morte, che passavano dalla Porta della Giustizia e andavano incontro al boia. All’interno dell’Orto de’ Pecci è stato ricostruito un erbario medievale dove ammirare piante aromatiche, officinali e persino erbe usate come tinture. All’interno dell’area sorge un ristorante, gestito da una cooperativa sociale, perfetto per riposarsi dopo una visita a Siena, coccolando anche il palato con la cucina tipica del posto.

Fontebranda

Fontebranda: un’antica fonte che parla del passato


Se ancora ci si chiede cosa fare a Siena, ecco una curiosità che forse non tutti conoscono: Siena è una città ricca di fontane, perfette per riposarsi durante le visite alla città e considerate dalla cittadinanza perfetti luoghi di incontro e socialità. Ecco allora che una chiave per visitare Siena può essere quella di andare a caccia di questi elementi pittoreschi. Le fontane disseminate per la città sono di diverse dimensioni e risalgono anche a epoche differenti. Ogni Contrada ne ha una, diversa da quelle delle altre, tanto che sul sito ufficiale del Palio esiste una geolocalizzazione di queste fonti, per consentire ai curiosi di trovarle con facilità. La più famosa è anche la più antica, si chiama Fontebranda e risale al XII secolo. La sua fama ha attraversato la storia ed è stata catturata anche dalle penne di Dante, Boccaccio e Alfieri. È una struttura molto grande e in passato l’acqua era così gestita: si beveva dalla fonte, la vasca di sinistra serviva per abbeverare gli animali e un’altra vasca era destinata al lavaggio della biancheria.

Dante a Siena

Visitare Siena sulle tracce di Dante


Il fascino di Siena va oltre una visita che tocca i singoli, magnifici edifici. La città, infatti, non manca di stupire i visitatori con piccoli divertissement noti ai più curiosi e riesce così a far cambiare idea a chi pensa, erroneamente, che la bellezza della città sia limitata al solo perimetro di Piazza del Campo. Nello specifico, gli amanti della Divina Commedia troveranno divertente esplorare la città alla ricerca delle otto targhe recanti i versi dell’opera dantesca. Perché, come si sa, la penna del Sommo Poeta aveva trovato un posto all’Inferno, in Purgatorio o in Paradiso a molti dei personaggi illustri del suo tempo, tra cui anche qualche senese. Nel 1921, la città ha deciso di omaggiare Dante collocando nei luoghi citati delle targhe in pietra. Ecco quindi una cosa da vedere a Siena che renderà la visita diversa da come la si poteva immaginare, con il naso all’insù, alla ricerca delle tracce di una storia che ha attraversato i secoli, mantenendo intatta la sua fama e la sua bellezza, proprio come Siena.

Colline toscane

I dintorni di Siena


Per quanto lo scrigno di Siena racchiuda già moltissimi tesori, non si può fare tappa in questa splendida città toscana senza visitarne i dintorni, caratterizzati da borghi storici, un morbido paesaggio collinare e alcuni degli scorci più amati e famosi del mondo. Nelle valli circostanti si respira un legame perduto con la terra, che il viaggiatore ritrova nella cura del paesaggio e delle coltivazioni, nelle pietanze portate in tavola e nell’armonia con cui i borghi e i casali si fondono con le colline.

San Gimignano

San Gimignano e l’eco del passato


Il profilo di San Gimignano, con le tredici torri che si innalzano al cielo, è uno dei più famosi della regione e lascia solo intuire la magnificenza passata, quando a spiccare contro l’orizzonte erano ben settantadue torri, una per ogni sua potente famiglia. Anche qui, come a Siena, le tracce del passato sono evidenti al viaggiatore, che può solcare la via Francigena, che contribuì al fiorire economico cittadino, ammirare il duomo e stupirsi del contrasto tra la semplicità dell’esterno e la ricchezza delle decorazioni interne, tra cui non si può non citare la cappella di Santa Fina, opera del Ghirlandaio. E ancora, imperdibili alcuni palazzi storici, come Palazzo Pellari e la sua torre o la facciata di Palazzo Tortoli, caratterizzato da due ordini di bifore. Una tappa a San Gimignano non fa che amplificare l’“effetto Siena”, ossia quella particolare sensazione di trovarsi immersi nel passato sociale e culturale del nostro Paese.

Chianti

Un sorso di Toscana: tour del Chianti


I tanti tesori artistici e architettonici di questa terra non adombrano però un’altra ricchezza toscana: l’enogastronomia. Visitare Siena e le città vicine significa anche soffermarsi sui piaceri della tavola: pici, sugo all’aglione, cantucci sono solo alcuni esempi delle squisitezze che si possono trovare sui menu dei ristoranti locali. Accompagnati, ovviamente, da un buon vino che, in questa terra, evoca immediatamente le colline coltivate a vite del Chianti. Il paesaggio è inconfondibile e conquista un posto nel cuore di chiunque si trovi a far vagare lo sguardo per le sue geometrie costruite sulla verticalità dei cipressi e le linee parallele delle vigne.

Per scoprire le ricchezze di questa regione e delle sue città esiste un tour studiato ad hoc, Chianti e Val d’Orcia, per non tralasciare nessuno degli aspetti che caratterizzano la Toscana: le bellezze artistiche, le meraviglie naturali, la pace che pervade tutto e sospende il tempo e, non da ultima, la cucina che impreziosisce le esperienze vissute.

Volterra

Respirare il Medioevo a Volterra


Un’ultima tappa imperdibile per chi si trova nei dintorni di Siena è Volterra. Di nuovo, il Medioevo torna ad affascinare lo sguardo sotto forma di antichi palazzi, alte mura protettive, strade ciottolate e un centro storico a misura di viaggiatore. Sicuramente, passeggiare senza meta godendo dell’atmosfera cittadina è un piacere, ma se si vuole vedere da vicino uno splendido esempio di architettura e, al contempo, godere di una vista privilegiata sulla terra da favola che circonda Volterra, una tappa a Palazzo dei Priori è d’obbligo. Dopo aver ammirato la sua particolare facciata, decorata con le effigi delle importanti famiglie toscane, si può salire sulla torre campanaria, per lasciarsi incantare dalla vista mozzafiato sulla campagna circostante e avere la certezza di scattare un’istantanea unica di tanta indimenticabile bellezza.

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