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Grecia, una filosofia di viaggio

Templio Apollo, Grecia - Europa


“Acquista madreperle, coralli, ebano e ambre, tutta merce fine, anche profumi penetranti d’ogni sorta”, sono i consigli di viaggio in versi del poeta greco Konstantinos Kavafis. Nella sua poesia, l’isola greca di Itaca diventa la meta del grande cammino della vita, “Devi augurarti che la strada sia lunga. Che i mattini d’estate siano tanti quando nei porti – finalmente e con che gioia- toccherai terra”. Le madreperle e i coralli sono le esperienze, i nuovi confini, che come cose preziose riempiono il bagaglio del viaggiatore. In un’altra poesia descrive, “Luminosi azzurri e gialle sponde del mare al mattino e del cielo limpido”, dove s’illude di vedere riflesse anche le sue fantasie, i ricordi, “le visioni del piacere”. Così appare anche a noi un viaggio in Grecia, non solo un luogo ma un vero e proprio libro a cielo aperto, dove camminare e sfogliare pagine di storia e di filosofia, tra templi, acropoli e mura millenarie.

Athena, Grecia - Europa


Sull’architrave del tempio di Apollo a Delfi vi era incisa l’iscrizione, “Conosci te stesso”. Un aforisma di Socrate dice, “Perché ti meravigli tanto se viaggiando ti sei annoiato? Portandoti dietro te stesso hai finito col viaggiare proprio con quell’individuo dal quale volevi fuggire”. La Grecia diventa il posto del nostro ritrovarci, perché qui si ritrovano le radici da cui proviene la cultura umanistica, e anche un nuovo orizzonte in cui perderci.

Porta dei Leoni, Grecia - Europa


Dalla testimonianza di Pausania, geografo del II secolo d.C, sappiamo che la statua della dea Athena era sprovvista di ali, a significare che non avrebbe più lasciato la città. Qualcosa di divino è rimasto. La parola “meteora” in greco vuol dire “in mezzo all’aria”, e dalle parti della città di Kalambaka, nel nord della Grecia, c’è una località che prende proprio il nome di Meteora. Rocce che sembrano sospese nel cielo, e sopra le quali sorgono vecchi monasteri fra le nuvole. Spostandoci, anche con la fantasia, si arriva alle Mura Ciclopiche, chiamate così perché secondo la leggenda a costruirle sarebbero stati proprio i Ciclopi. A vedere tutto ciò sembra di ascoltare un passaggio dell’Antigone di Sofocle, tragedia rappresentata nel teatro di Dioniso, in cui si dice: “Molte sono le cose mirabili, ma nessuna è più mirabile dell’uomo”. E di ciò che riesce a costruire, viene da aggiungere.

“Quando partirai, diretto ad Itaca, che il tuo viaggio sia lungo, ricco di avventure e di conoscenza”. Comincia con queste parole Itaca, la poesia di Kostntinos Kavafis. Se vuoi trovare la tua Itaca, comincia a incamminarti verso la Grecia Classica dei Viaggi di Boscolo.

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