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Guappi a Parigi


Parigi è blu. È l’estate del 2005 e la città ha il colore dei suoi tetti. “Ero abituato al giallo delle case di Roma, al verde dell’Umbria e alle sue case rosse e questo blu mi colpì subito”, racconta Claudio, fisarmonicista dei Guappecartò, un gruppo di cinque ragazzi italiani che da quell’estate del 2005 hanno fatto della Francia la loro casa. Benvenuti nella storia di chi, per una volta nella vita, ha detto, Cambio musica, vado a vivere a Parigi.

Panoramica tetti Parigi, Francia - Europa


Facciamo un passo indietro: a Perugia, nel 2004, dove i Guappecartò si conoscono grazie a Madeleine Fischer, un’attrice che negli anni Cinquanta ha lavorato con Alberto Sordi e recitato per Michelangelo Antonioni e Luchino Visconti. È lei a mettere insieme uno studente di Scienze della Comunicazione, due apprendisti liutai e un contrabbassista, per farli lavorare alla colonna sonora di un suo film. Quello che accade dopo, è altrettanto cinematografico.

Partire per Parigi, Francia - Europa


Il violinista, da tutti chiamato ‘O Malament, fa una breve tour in Francia, “Tornò raccontandoci dell’aria di speranza che si respirava per noi poveri musicisti”, dice Claudio, “Decidemmo di mettere da parte dei soldi per il viaggio, per andare a vedere cosa succedeva lì. Suonando per le strade riempimmo il cappello, il serbatoio e le pance, e infine partimmo”. In valigia misero un misto di generi musicali, una carovana di valzer francesi, ritmi sudamericani, melodie italiane, musica zigana, folk, da film. Musica che parla a tutti perché non ci sono parole.

Street Music, Parigi - Francia


Di piazza in bar, da un locale all’altro, cominciano a farsi conoscere. “L’altra cosa che mi colpì di Parigi è che ogni sera si tenevano un numero impressionante di concerti, anche in bar piccolissimi, dove dovevi necessariamente suonare con strumenti acustici. Gli strumenti acustici riportano alla tradizione popolare e più l’appartenenza è forte, più forte arriva il messaggio”. Sul palco decidono di indossare gli abiti da matrimonio dei loro padri.

Cafe the Chocolat, Parigi - Francia


Il seguito comincia ad aumentare, alla fine di ogni concerto gli chiedono, Dove suonerete prossimamente? Suonano al Bar du Marché, al Bateau el Alamein, al Divan du Monde, in molti dei posti consigliati sulla rivista Lylo. All’XI distretto, quello dei bar, sono di casa. “Una ragazza, abbastanza facoltosa, sapendo che dopo un po’ saremmo tornati in Italia ci chiese di cosa avessimo bisogno. Finì che ci pagò l’affitto di una piccola casa, per un anno”.

Palazzi, Parigi - Europa


Una sera, nel prestigioso teatro Studio Ermitage, per errore, la loro esibizione viene pubblicizzata come l’ultimo concerto che i Guappecartò terranno a Parigi prima di andare via. “Fu memorabile”, ricorda Claudio, “Era pieno di gente. L’organizzatrice ci chiese di tornare subito, così a fine concerto dicemmo, Ci vediamo la prossima settimana!”. L’elogio più bello ricevuto da un parigino è stato quello a fine concerto, nella prigione di Meaux: un carcerato gli ha detto, “È stato il più bel modo di evadere”.

Dopo undici anni di vita parigina Claudio dice, “La Torre Eiffel mi lascia sempre esterrefatto, così come i giardini del museo dello scultore Auguste Rodin”. Per lasciarti affascinare anche tu, parti per Parigi con un Viaggio di Boscolo.

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