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In viaggio con Matteo Strukul

Matteo Strukul, uno degli scrittori italiani di maggior successo, autore di romanzi storici tradotti in tutto il mondo, è uno degli autori che ha aderito al nuovo progetto  La Feltrinelli Viaggi by Boscolo, che ambisce ad unire la passione dei lettori alla ricerca dell’autenticità del viaggio letterario. A dicembre accompagnerà un gruppo in Transilvania che ripercorre le orme del suo ultimo libro: La Trilogia di Vlad, opera in formula comics edita da La Feltrinelli. Lo abbiamo intervistato per saperne di più di questo itinerario, del suo libro, e dell’affinità tra letteratura e viaggio.

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Caro Matteo, la leggenda del Conte Dracula, a più di un secolo di distanza dal libro di Stoker, continua ad affascinare generazioni di lettori in tutto il mondo. Secondo te qual è il segreto di questa opera che la rende immortale?

Credo che il personaggio storico, che poi ha ispirato quello letterario, fosse un uomo dal fascino cupo e ambiguo. Per molto tempo Vlad l’Impalatore è stato considerato un principe del male, complice una “propaganda” negativa, perpetrata dai cronisti del tempo, soprattutto di cultura tedesca, che trasfigurarono spesso la realtà in risposta all’odio nutrito dal voivoda nei confronti dei mercanti sassoni germanici i quali erano fra i primi evasori fiscali del suo regno. Bram Stoker provò una naturale fascinazione per questo principe guardiano, difensore della fede cristiana e signore della guerra che osò opporsi allo strapotere di Maometto II e ne celebrò la figura storica, trasformandola in quella di un conte vampiro, che vive in un fosco castello come un nobile decadente dell’800, nella valle del Bargau, vicino al Passo Borgo, dalle parti di Bistrita. È immortale e per nutrirsi deve mordere alla giugulare le proprie vittime, bevendone il sangue. È il principe delle tenebre e ha il dominio sulle creature del buio. Esiste qualcosa di più fascinoso, torbido e sensuale di un uomo come questo? Ecco spiegato il motivo del suo successo.

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I tuoi romanzi storici, in particolare la serie “I medici”, hanno avuto un successo planetario e sono stati tradotti in diverse lingue. Cosa ti ha spinto a scrivere una trilogia su Vlad (il Conte Dracula) e come i luoghi della Transilvania hanno influito nella tua scrittura?

Sgombriamo il campo da malintesi. La mia trilogia non racconta affatto la figura del conte ma si concentra invece su quella del Voivoda, su Vlad III di Valacchia, cavaliere dell’ordine del Drago e principe guardiano, difensore della cristianità, della propria terra e del proprio popolo. In questo senso, questa grande storia a fumetti, scritta per Feltrinelli e che ha i magnifici disegni di Andrea Mutti e i colori di Vladimir Popov, affronta in modo filologico e attento la narrazione dei fatti che parlano della campagna militare di Vlad III Dracul (il figlio del Drago, dato che il padre era a sua volta Cavaliere dell’Ordine del Drago) contro l’invasore ottomano, il sultano Maometto II, il Conquistatore. La storia parla anche dei suoi amori clandestini e di come non esitò ad applicare le tecniche di guerra più crudeli e spietate per difendere la propria terra da un esercito invasore cento volte più grande del suo. In questo, i luoghi sono stati fonte infinita d’ispirazione. La casa dove nacque a Sighisoara, tuttora esistente, le chiese fortificate di Viscri e Biertan, dove ambiento alcune scene della storia, la Chiesa Nera e poi la città di Brasov, dove Vlad fece un raid per punire i sassoni infedeli, il castello di Hunedoara di Mattia Corvino, i boschi dei Carpazi, il maniero di Bran e il monastero di Snagov dove forse egli è sepolto: tutto questo alimenta una fantasia nera e affascinante, popolata di neve, corvi, lupi, villaggi quasi stregati che non possono non affascinare il viaggiatore anche perché, oggi, la Transilvania, protetta dal ferro di cavallo in pietra dei Carpazi, è rimasta tale e quale a cinquecento anni fa nei villaggi, nelle rocche e nelle chiese fortificate. E nel corso del viaggio vedremo tutto questo e molto altro: la corte di Targoviste, il palazzo a Bucarest…

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La lettura di un libro è sempre un viaggio, o nello spazio o nel tempo. Partire seguendo le pagine di opere amate è la mission del progetto “La Feltrinelli Viaggi by Boscolo”. Che ne pensi di questa idea di far combaciare letteratura e turismo?

La trovo un’idea straordinaria. Finalmente, mi viene da dire. Ho sempre filtrato i viaggi all’estero attraverso le lenti della Storia e della Letteratura: la Parigi di Alexandre Dumas e dei moschettieri del re, la Toledo e La Mancia del Don Chisciotte, la Firenze dei Medici, la Venezia di Casanova. Il viaggio per me è un modo per scoprire i luoghi incantati dei romanzi e delle storie che ho amato di più. Pensa al Macbeth di Shakespeare… non può che venirti in mente la selvaggia Scozia, no? E con la Transilvania il Dracula di Bram Stoker, i vampiri, e il fascino ambiguo e maledetto di Vlad l’Impalatore saltano alla mente in un istante. E non possono che rappresentare una sfida strepitosa per un viaggiatore.

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Che ambientazioni e paesaggi troveremo in Transilvania a dicembre?

Neve, corvi, i pinnacoli rocciosi dei Carpazi, i tetti rosso sangue delle case nei centri storici medievali, le torri di Sighisoara, le chiese fortificate di Viscri e Biertan, i castelli cupi e romantici di Bran e Raznov, i campi coperti di brina, i branchi di oche che attraversano la strada, l’ululato dei lupi prima di coricarsi: la Transilvania è esattamente come la immaginiamo, è una fiaba gotica reale, una terra incantata, spruzzata di fuliggine e ghiaccio, una bolla intrappolata nel tempo e nello spazio che unisce fantasia e realtà. Avete presente “Bram Stoker’s Dracula” di Francis Ford Coppola o “Van Helsing” di Stephen Sommers o ancora “Per favore non mordermi sul collo” di Roman Polanski? Ecco le atmosfere sono quelle, da fiaba nera. E io aspetto lettrici e lettori per addentrarmi in questo mondo unico e irripetibile. Vi prometto che questo viaggio non lo dimenticherete mai…

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