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La mia (Sud)Africa

Tour in macchina, Sudafrica - Africa


“L’aria, in Africa, ha un significato ignoto in Europa: piena di apparizioni e miraggi, è, in un certo senso, il vero palcoscenico di ogni evento”. Scriveva così Karen Blixen nel suo romanzo autobiografico “La mia Africa”, da cui è stato tratto l’omonimo e celebre film interpretato da Meryl Streep. Il Sudafrica è stato il palcoscenico del viaggio di nozze di Dalila e Mirko, così come è spesso il palcoscenico di lavoro di Elisabetta, una delle nostre guide Boscolo. Che si apra il sipario, ecco a voi il loro Sudafrica.

Panoramica Paesaggio, Sudafrica - Africa


“Avevo voglia di natura – racconta Dalila. Non volevo essere sepolta da chilometri di asfalto, volevo essere sopraffatta dai paesaggi. Volevo che tutto fosse sorprendente”. E così è stato. La prima persona che incontrano a Pretoria è alta sei metri: è la statua di Nelson Mandela. “Si trova davanti al Palazzo del Governo e sovrasta la città- ricorda Dalila”. La storia, oltre alla natura, è stato uno dei motivi che hanno spinto la coppia a fare questo viaggio. Ed è anche il punto da cui parte il racconto di Elisabetta, che ha visitato il Sudafrica per la prima volta nel 1996. “Ho trovato una nazione ancora sofferente. L’apartheid era finita da qualche anno e leggevo negli occhi della gente la lacerazione per la loro storia di esseri umani. All’ingresso del museo dell’Apartheid a Johannesburg ti danno un biglietto per l’entrata dei bianchi e uno per l’entrata dei neri, ti senti un peso sull’anima”. A liberare da quel peso è ciò che Elisabetta definisce “Una nazione arcobaleno. I colori del tramonto, dal rosa all’arancio. L’arrivo, la prima volta a Cape Town lo ricorda così: “Mai visto una montagna maestosa, piatta, abbracciava la baia”.

Elefanti Panoramica, Sudafrica - Africa


Gli abbracci sono anche tra le persone. “Se penso alla parola che mi è rimasta impressa in quei giorni è riconciliazione – dice Dalila – Mandela ha risparmiato una guerra al Sudafrica”. E la riconciliazione è rimasta negli animi delle persone, che proprio Mandela raccontava così: “Una persona che viaggia attraverso il nostro paese e si ferma in un villaggio non ha bisogno di chiedere cibo o acqua: subito la gente le offre del cibo, la intrattiene. Ecco, questo è un aspetto di Ubuntu, ma ce ne sono altri. Ubuntu non significa non pensare a sé stessi; significa piuttosto porsi la domanda: voglio aiutare la comunità che mi sta intorno a migliorare?”. Leoni, giraffe, elefanti, rinoceronti, coccodrilli, ghepardi, iene: i finestrini della jeep durante il safari sono come schermi, dove però le cose proiettate sono reali.

Zebre Panoramica, Sudafrica - Africa


“Passavamo davanti agli animali e quasi non ti rendevi conto fosse tutto vero, era incredibile – dice Dalila- La sera, al ritorno, percorrevamo il parco in questo buio sterminato. Mi sdraiavo sul sedile dell’auto e m’incantavo a guardare il cielo”. Di giorno la sorpresa e l’incanto continuavano, “Mentre attraversavamo le strade in auto, guardavi le persone camminare sul ciglio e non capivi la loro direzione perché intorno c’era il nulla”. Paesaggi sconfinati in cui come un’apparizione compariva una zebra, poi tornava lo spazio senza città, senza case, senza altre auto: solo natura.

Squali, Oceano - Sudafrica


Una vera e propria immersione, che in alcuni casi porta anche sott’acqua. Elisabetta racconta infatti che una volta dei clienti hanno chiesto di vivere un’esperienza particolare, detto fatto: hanno provato lo shark diving, ovvero l’immersione in una gabbia sott’acqua in compagnia di squali bianchi. C’è poi il racconto di chi è andato ancora più in profondità, spiritualmente, e ha avuto l’opportunità di incontrare un sangoma; uno sciamano e divinatore. “Scendemmo in una cantina, tra profumi di spezie e ossicini per predire il futuro – ricorda Elisabetta-. Le rughe sul volto dell’uomo raccontavano una vita, i suoi occhi erano penetranti. Li ha posati su di noi e ci ha chiesto – Cosa volete sapere?”.

Montagne Panorama, Sudafrica - Africa


Da sapere c’è che Mpumalanga, in lingua Zulu, significa “il luogo dove sorge il sole”. Qui sorgono anche il canyon e “Le tre capanne”, ovvero tre montagne dalla forma di tre casette con un tetto verde. “Abbiamo incontrato delle scolaresche, qui i bambini sono abituati a fare molte gite perché vivono in villaggi sperduti ed è la prima volta anche per loro, erano entusiasti”.

Fiori e Panorama Montagne e Mare, Sudafrica - Africa


Dalila è stata entusiasta di una visita a un giardino botanico a quaranta minuti da Cape Town: “La nostra guida era appassionata di fiori e mi ha fatto scoprire un interesse che non sapevo di avere. Ci ha spiegato che il Sudafrica è il primo paese per il numero di specie di fiori. Infatti voglio tornarci in primavera”. Distese di giallo, di rosso, da sogno. “Riesci a fare un viaggio emozionale – dice Elisabetta – appena sei lì dimentichi WhatsApp, internet, le parabole. Esci dalle luci artificiali e ti trovi sotto un manto di cielo stellato, sembra il mantello della Madonna costellato di stelle”.

Capo di Buona Speranza, Sudafrica - Africa


In una delle foto del viaggio di nozze, Dalila e Mirko sono davanti all’insegna del Capo di Buona Speranza, “The most South-Western point of the African continent”. Il vento era fortissimo, come i versi dei gabbiani, come il suono della natura. “Avevamo l’idea di essere così lontani da casa eppure ci sentivamo a casa perché era quello il posto dove volevamo stare”. Lo stesso posto dove è stato Gandhi, “Non dimentichiamo – spiega Elisabetta- che è qui che è nato il suo pensiero, dopo il suo viaggio in Sudafrica è tornato in India e ha dato il via alla rivolta del sale”. Se è il posto in cui anche tu sogni di stare, il posto da cui vuoi lasciarti ispirare, scegli fra uno dei tanti itinerari dei Viaggi di Boscolo in Sudafrica.

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