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On the road sulla west coast irlandese

La costa occidentale dell’Irlanda, quella che si apre sull’immensità dell’Oceano Atlantico, comprende le terre più selvagge e incontaminate dell’Isola di Smeraldo. Un viaggio tra isole perdute nel tempo e coste aspre e rocciose a strapiombo su mari spumeggianti, tra roccaforti della lingua gaelica e villaggi incantati, immersi in una tavolozza che comprende ogni gradazione del verde. Per molti, è qui che si trova il cuore più vero dell’Eire: dalla contea di Cork fino al Donegal, ci sono più di 2.500 chilometri di costa tutta da esplorare, in quella che è conosciuta come la Wild Atlantic Way, da sud a nord, con un tracciato ben segnalato e panorami mozzafiato che non mancano mai di sorprendere per la loro diversità. Non c’è davvero limite a cosa vedere sulla costa atlantica d’Irlanda, e nessun giorno è uguale al precedente quando si segue questo percorso, a cui fa da contrappunto la proverbiale mutevolezza del clima, per uno spettacolo sempre diverso. In totale si calcola che l’Ente del Turismo Irlandese abbia segnalato più di 1.000 attrazioni e 150 discovery points, tutti da visitare con il mezzo di locomozione preferito, in auto o in bicicletta, oppure a piedi, lungo un’articolatissima rete di sentieri, per chi vuole sperimentare il fascino irlandese a poco a poco, prendendosi tutto il tempo necessario per respirarne l’atmosfera.

Heaven Coast

La Haven Coast


Si parte da sud, da quella che viene chiamata “costa dei porticcioli” per la presenza di numerosissime insenature avvolte da un clima particolarmente mite, soprattutto se rapportato alla media irlandese. È Cork, la seconda città d’Irlanda, ad accogliere il viaggiatore, permettendogli di buttarsi a capofitto in ciò che rende così caratteristica questa nazione, dalla lingua alla musica, dai festival alle attrazioni culturali. Poi il viaggio sulla Wild Atlantic Way può davvero iniziare: Kinsale, la capitale gastronomica del Paese, è a due passi dal primo di una lunga serie di suggestivi promontori, l’Old Head of Kinsale, con il suo faro solitario.

Dingle Penisola

Le Southern Peninsulas


Qui si comincia a fare sul serio: sono cinque, come le dita di una mano, le penisole nel sud-ovest d’Irlanda, Dingle, Iveragh, Beara, Sheep’s Head e Mizen, ognuna diversa dall’altra per caratteristiche ma uguale per fascino. Su questi lembi di terra protesi nell’Atlantico, ideali per l’avvistamento di balene e delfini ma anche per una cavalcata sulla lunghissima spiaggia di Rossbeigh, i panorami mozzafiato non mancano di certo, a partire dalle ormai disabitate isole Blasket e dalle Skellig, isolotti rocciosi accessibili soltanto in barca con antichissimi insediamenti monastici; Mizen Head, il punto più sudoccidentale d’Irlanda, con i caratteristici 99 gradini sugli scogli e dove si scorge l’isola di Fastnet, chiamata la “Lacrima d’Irlanda” in quanto ultimo lembo di terra natia che gli emigrati vedevano durante il loro viaggio verso gli Stati Uniti; e soprattutto il Ring of Kerry, nella penisola di Iveragh, l’itinerario più pittoresco e incontaminato di tutti, quasi uno straordinario “riassunto” dei panorami d’Irlanda.

Cliff Coast

La Cliff Coast


La “costa delle scogliere” è esattamente quello che sembra: si entra nella parte centrale della Wild Atlantic Way, con panorami iconici come le Cliffs of Moher, tra le scogliere più belle del mondo, 214 metri d’altezza a picco sul mare e una grande varietà di uccelli marini; Loop Head, dove lo sguardo si spinge nell’Atlantico alla ricerca delle grandi code e delle schiene delle balene; le Isole Aran – Inishmore, Inishmaan e Inisheer – con il caratteristico profilo piatto e i muretti in pietra che le attraversano dividendo i terreni da tempo immemore, terra dove la cultura gaelica viene ancora gelosamente e orgogliosamente custodita. E poi c’è Galway, una delle cittadine più note d’Irlanda per i suoi festival e l’atmosfera piacevolmente bohemienne che la contraddistingue.

Skyroad

La Bay Coast


La contea di Galway e quella di Mayo accolgono i viaggiatori nella parte centrale della costa atlantica irlandese. Qui c’è il Connemara, una delle regioni più celebri del Paese, fatta di brughiere selvagge, dove spiccano il fiordo di Leenane, la Kilkieran Bay con le sue spiagge interamente fatte di conchiglie e coralli, la suggestiva Sky Road. Poi la strada prosegue lungo baie sempre più grandi, culminanti con le innumerevoli isolette che punteggiano la Clew Bay (365 secondo la tradizione, una per ogni giorno dell’anno). Al confine tra le due contee si trova Killary Harbour, dove si possono gustare i molluschi e i crostacei più buoni d’Irlanda – da non perdere il Connemara Mussel Festival – e cercare di avvistare i delfini che nuotano in queste acque alla ricerca dei salmoni.

Downpatrick

La Surf Coast


Si comincia ad avvistare il Nord, tra il Donegal e la contea di Sligo, per una zona costiera che attira da tutto il mondo i surfisti più esperti grazie alle onde impetuose delle sue acque, in particolare a Mullaghmore Head e a Bundoran. Tra i punti più suggestivi ci sono il promontorio di Downpatrick Head, il Ben Bulben, il Classiebawn Castle. Sono i luoghi resi famosi da William Butler Yeats, il grande poeta che forse più di tutti ha saputo trasformare in versi l’aria fatata di luoghi fuori dal tempo, dove ogni cosa sembra possibile, perfino vedere i folletti che osservano di sottecchi dalla cascata di Glencar, là dove Yeats ambientò The Stolen Child, una delle sue liriche più celebri.

Malin Head

I Northern Headlands


Qui si arriva alla fine del percorso, tra i grandi promontori settentrionali che danno vita, tra le burrasche e le tempeste, a una delle parti più romantiche e ricche di fascino dell’Irlanda. Siamo in pieno Donegal, nel punto più a nord dell’Isola, dove abbondano le zone desolate e isolate (lo slogan ufficiale di questa contea, non a caso, è “Up there is different”, quassù è diverso), e dove le presenze umane lasciano il passo all’opera della natura. In queste terre è possibile ammirare, con un po’ di fortuna, fenomeni straordinari come l’aurora boreale, magari in piedi su una delle grandi pareti di granito delle scogliere più alte d’Europa, forgiate con il lento lavoro della Terra in milioni di anni. Con panorami che vanno dalle fortezze costruite, secondo le leggende, dai mitici Thuatha Dé Danann fino a Malin Head e all’Hell’s Hole, il percorso finisce così com’era iniziato, presso un altro promontorio dominato da un solitario faro, a Fanad Head: il posto giusto per ripensare alle emozioni appena vissute in una terra che sa davvero parlare allo spirito.

Parti per la West Coast con il Viaggio Wild Atlantic Way.

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