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Weekend a Napoli tra street art e mostre d'autunno


Vedi Napoli e poi muori, dice il più celebre tra i proverbi partenopei sulla grande capitale del Sud. Perché nulla sarà alla pari con tanta bellezza. Lo ricorda Goethe in un celebre passo del suo Viaggio in Italia: «Sulla situazione della città, e delle sue glorie, che sono state così spesso descritte e decantate, non avrai un parola da me. “Vedi Napoli e poi muori”, è il detto di qui». Ma così tanto splendore negli ultimi anni è stato messo a dura prova.

Vedi Napoli e poi muori, dice il più celebre tra i proverbi partenopei sulla grande capitale del Sud. Perché nulla sarà alla pari con tanta bellezza. Lo ricorda Goethe in un celebre passo del suo Viaggio in Italia: «Sulla situazione della città, e delle sue glorie, che sono state così spesso descritte e decantate, non avrai un parola da me. “Vedi Napoli e poi muori”, è il detto di qui». Ma così tanto splendore negli ultimi anni è stato messo a dura prova. Metropoli ricchissima di arte e di storia, dove le rovine dell’antichità si mescolano alle testimonianza della grandezza angioina, aragonese, borbonica, dove alle opere dell’uomo si accompagna la munificenza della natura che ha regalato Positano, Capri, Ischia, fino alla Costiera Amalfitana; per non parlare delle intere città sepolte della cenere del Vesuvio come Ercolano e Pompei. Eppure Napoli è anche una città difficile e complessa, con le sue contraddizioni e con le sue sfide da affrontare giorno per giorno. Una delle stagioni migliori per riscoprirla è l’autunno, quando il grande caldo è ormai un ricordo ma il clima è ancora molto mite, i turisti sono presenti in misura minore e inizia la grande stagione delle mostre.

Napoli Ivas

Alla scoperta della street art napoletana


Anche la street art a Napoli ha saputo unire quartieri e culture, pop e opere d’arte. Così, oggi la città è una sorta di grande museo a cielo aperto di immensi quadri urbani, per offrire una prospettiva inusuale eppure ricca di fascino, che racconta non solo l’arte “ufficiale” ma anche quella che nasce dall’ispirazione dei quartieri periferici o dei condomini fatiscenti.
Da non perdere il Parco Merola di Ponticelli, soprannominato Parco dei Murales proprio perché qui fanno bella mostra di sé quattro grandi opere: la bambina Rom di Jorit (“Tutt’egual song’ e criature”), i giocattoli di Zed1 (“A’ pazziella n’man è criature”), i bambini che giocano a calcio di Rosk&Loste (“Chi è vuluto bene non s’o scorda”) e i volti di CDO (“Lo trattenemiento de’ peccerille”, il sottotitolo della celebre raccolta di Giambattista Basile Lo cunto de li cunti, da cui Matteo Garrone ha tratto Il racconto dei racconti). L’ultima opera apparsa in ordine di tempo, giusto poche settimane fa, è stato realizzato da Alessandra Pulixi, alias La Fille Bertha, artista sarda, e si intitola «A Mamm’ ‘e Tutt’ ‘e Mamm». Tanti colori per questa icona di Madre che protegge e accoglie i suoi due figli, in una originale e moderna reinterpretazione della celebre Madonna della Misericordia di Piero della Francesca. Entro il 2017, il Parco dei Murales vedrà un’altra grande opera di un artista di fama internazionale, che renderà il Parco Merola una meta ancora più imperdibile per gli appassionati di questa forma espressiva.

Napoli Jorit


Ma è quasi scontato segnalare come sia il volto di Diego Armando Maradona a dominare il panorama partenopeo in innumerevoli murales, il più celebre dei quali è naturalmente quello a San Giovanni a Teduccio, ancora una volta realizzato da Jorit (autore anche di un celebre San Gennaro): il fuoriclasse argentino è ancora la più intramontabile icona della Napoli moderna, e lo sguardo vigile del Pibe è un simbolo assai amato da tutta la città. Menzione d’onore anche per le opere surreali di Cyop&Kaf, in particolare nei Quartieri Spagnoli.

Napoli Cyop


Tra gli ultimi murales ad essere stati realizzati a Napoli c’è quello dedicato a un altro mito cittadino immortale: Totò, che ora con i suoi occhi vivaci contempla i viaggiatori che si accalcano nella stazione Circumvesuviana di piazza Garibaldi. L’opera fa parte degli interventi di street art per le stazioni dell’arte di Metro 1 ed è opera di due artisti italiani, Orticanoodles; il titolo è “Ho bisogno di vederti”, da una poesia dello stesso Totò. Il progetto di decorazione delle stazioni della metropolitana proseguirà su dieci stazioni, e la prossima sarà quella di San Giovanni a Teduccio.

Museo San Martino

Le mostre dell’autunno a Napoli


Napoli è una metropoli dall’intensa vita culturale, come testimoniano le tante mostre che animano la metropoli partenopea e che la rendono una meta ancora più interessante durante l’autunno. Particolare attenzione per le Giornate Europee del Patrimonio 2017, il 23 e il 24 settembre: in programma diversi eventi serali a partire da 1 euro, ad esempio presso il Parco e la tomba di Virgilio, l’Archivio storico dell’Enel, la Certosa e il Museo di San Martino, il Museo della Ceramica Duca di Martina in Villa Floridiana.

Certosa Napoli


Palazzo Zevallos Stigliano ospita invece una retrospettiva dedicata all’arte contemporanea con «Le mille luci di New York. Basquiat, Clemente, Haring, Schnabel, Warhol», dal 15 settembre fino al 5 novembre di quest’anno. Tema della mostra, la pittura newyorkese degli anni ’80, attraverso i suoi più grandi interpreti. Napoli ospita la mostra non a casa, ricordando quanto furono importanti le gallerie di Lucio Amelio, Lia Rumma, Morra e Trisorio, vero ponte tra la Grande Mela e l’Italia, come testimoniano le celebri opere di Andy Warhol dedicate al Vesuvio ma anche al “Fate presto” del terremoto in Irpinia. Il Maschio Angioino è uno dei monumenti più amati e riconoscibili di Napoli: per tutto il mese di settembre, dal lunedì al sabato, sarà possibile visitarlo con nuovi percorsi, offerti dall’associazione culturale Timeline Napoli, e che includeranno anche i sotterranei.

Napoli Zevallos


Un modo particolare e davvero interessante per visitare il castello, con chicche come la “fossa del miglio o del coccodrillo” o la “prigione della congiura dei Baroni”, con i sepolcri dei nobili che parteciparono alla congiura del 1485. Stupendo il panorama di Napoli e delle zone circostanti che si gode alla fine della visita, quando si esce sui bastioni esterni. Da non perdere, per chi può permettersi un’escursione fuori Napoli, lo stupendo Teatro di Corte della Reggia di Caserta, appena riaperto dopo anni di chiusura ed ennesima gemma del più celebre e sfarzoso castello del Sud Italia. Ogni sabato e domenica dalle 10 alle 13, grazie al lavoro dei volontari del Touring Club, sarà possibile ammirare le bellissime decorazioni del teatro settecentesco, inaugurato da Re Ferdinando nel 1769 e rimasto sempre a uso esclusivo della corte.

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