Anche per te il momento più noioso o stressante del viaggio è preparare i bagagli? Allora non conosci ancora come fare la valigia con il metodo giapponese, particolarmente utile soprattutto se ti ritrovi a farla all’ultimo minuto o con l’ansia di dimenticare qualcosa. Con il metodo giapponese KonMari ideato dall’influencer nipponica Marie Kondo, preparare la valigia può trasformarsi in un piccolo rituale di ordine e consapevolezza.
Infatti non si tratta semplicemente di piegare bene i vestiti, ma di un approccio al viaggio (e alla vita) in cui ogni oggetto ha un posto preciso e ogni scelta aggiunge gioia alle giornate. In questo articolo ti sveliamo i segreti per preparare la “valigia sushi”, ovvero un bagaglio smart, leggero, ordinato e che ti renderà felice.
Come fare la valigia con il metodo giapponese
Per applicare il metodo KonMari è necessario cambiare mentalità.
Anziché limitarti a infilare gli abiti nella valigia, scegli di portare con te solo ciò che ti serve davvero. Secondo il metodo giapponese per fare la valigia, non dovresti mai iniziare a riempirla senza prima avere una visione d’insieme.
Prima di tutto stendi sul letto ciò che ti serve: vestiti, scarpe, accessori, beauty-case, dispositivi elettronici, eccetera. Poi osserva e chiediti: “Questo oggetto mi serve? Mi dà gioia? Mi farà sentire bene durante il viaggio?” Se la risposta è no, lascialo a casa.
Una volta selezionato il necessario, inizia a piegare: ogni indumento va trasformato in un piccolo rettangolo compatto, simile a un maki (per questo è anche chiamata “valigia sushi”). L’obiettivo è creare file verticali, visibili e riconoscibili a colpo d’occhio appena apri la valigia. In pratica non impili, ma “archivi” i capi come libri in una libreria.

Il metodo KonMari di Marie Kondo
Marie Kondo è diventata famosa in tutto il mondo per il suo approccio all’organizzazione domestica, che in effetti si può applicare a diverse situazioni della vita. Il suo metodo KonMari va oltre il puro decluttering e si avvicina a una filosofia di vita che invita a tenere solo “scintille di gioia” (come suggerisce il titolo del suo libro “Spark joy”). Applicato alla valigia, questo approccio ti permette di viaggiare portando con sé solo l’essenziale, ma non col minimo indispensabile. Ogni cosa che si sceglie di mettere in valigia ha uno scopo, un valore, una funzione chiara.
In questo modo, nel tuo bagaglio non avrai più doppioni, né il classico “porto questo che non si sa mai” da riportare a casa inutilizzato. Marie Kondo ci insegna anche a trattare con rispetto ogni oggetto: piegare con cura, sistemare con armonia e chiudere la valigia con riconoscenza.
Le 7 mosse fondamentali
Se finora il metodo giapponese su come fare la valigia ti è sembrato complicato da seguire, sappi che non è così, anzi. Ecco come applicare la filosofia KonMari alla tua prossima partenza:
- Visualizza il tuo viaggio
Dove vai? Che clima troverai? Quali attività farai? Parti da qui per costruire la valigia ideale. - Fai la selezione per categorie
Non prendere un capo alla volta. Raccogli tutto per categorie: prima i pantaloni, poi le magliette, poi gli accessori, come faresti per organizzare un armadio. - Segui la regola della gioia
Se un capo ti fa sentire bene mettilo in valigia, se invece non riesci a deciderti, toglilo. - Piega e arrotola
Utilizza la tecnica KonMari per piegare ogni capo in modo compatto. I tessuti meno delicati possono anche essere arrotolati. Il risultato è la valigia sushi: ordinata e salvaspazio. - Crea settori tematici
Usa sacchetti in tessuto, pochette o organizer per dividere l’intimo, i dispositivi elettronici, i beauty, le scarpe e gli accessori. Ogni oggetto avrà il suo settore dedicato. - Lascia spazio per il ritorno
Non riempire la valigia fino all’orlo. Lascia un po’ di margine per gli eventuali acquisti - Chiudi con gratitudine
Una volta chiusa la valigia, dedica un momento a ringraziare ciò che porti con te, l’avventura che ti attende, te stesso e il tempo che ti stai regalando.

E per il ritorno a casa? Ecco come ri-fare la valigia
Il ritorno può essere caotico e, quando il viaggio ti rende felice, anche un po’ malinconico. Eppure la valigia sarà lì ad aspettarti con vestiti sporchi e souvenir che non si preoccupano della tua stanchezza da fine tour. Spoiler: se hai fatto la valigia con il metodo giapponese, anche disfarla sarà una passeggiata.
Facciamo quindi un passo indietro e torniamo alla stanza d’hotel, al momento di rifare la valigia per il rientro.
Inizia separando ciò che è sporco, magari usando un sacchetto apposito per non contaminare il resto, come già sicuramente fai. Anche in questo caso, però, ripiega tutto seguendo la stessa tecnica usata all’andata e mantieni l’ordine per settori. Se hai fatto shopping, chiediti: “Userò davvero questo oggetto? Mi farà rivivere l’esperienza?” per evitare di portarti dietro souvenir inutili od oggetti che dimenticherai. Meglio ancora se ti poni queste domande prima di acquistare i ricordi del viaggio, così risparmierai anche denaro.
Il ritorno, secondo Marie Kondo, è anche un modo per chiudere il cerchio. Una valigia ordinata aiuta a concludere bene il viaggio, a portare a casa con te energia pulita e positiva, e a evitare quel senso di spaesamento che spesso accompagna i rientri. Non ci credi? Ora che sai come fare la valigia con il metodo giapponese, provaci anche tu e scoprirai che è proprio così.